PLAYOFF NHL ’24: AVALANCHE E CANUCKS, RIMONTE CHE LASCIANO IL SEGNO

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Solo i Panthers vanno sul velluto, pareggiando in gara 2 la serie contro Boston. Su tutti gli altri campi è tempo di battaglie dagli esiti incredibili: Dallas ed Edmonton si fanno rimontare tre gol e finiscono per cedere le rispettive gare 1 ad Avalanche e Canucks, mentre i Rangers hanno bisogno di due supplementari per avere la meglio degli Hurricanes anche in gara 2.

A

parte il “massacro” dei Panthers sui Bruins, restituito con gli interessi l’1-5 di gara 1 con un 6-1 in gara 2, sono stati due giorni di vero hockey da postseason. Intenso, palpitante, lottato con i denti fino allo stremo, questo è il gioco nei playoff; tre partite una più bella dell’altra, che hanno regalato emozioni e colpi di scena a non finire e che meritano di essere raccontate nel dettaglio.

WESTERN CONFERENCE – 2° TURNO

DALLAS STARS – COLORADO AVALANCHE: 0-1 (3-4 (OT))
Non più tardi di martedì, in sede di presentazione di questa serie, ci chiedevamo quanto avrebbe inciso la stanchezza di Dallas, reduce da sette durissime partite contro Vegas al primo turno, contro una squadra dal ritmo frenetico, e certamente più riposata, come Colorado. La risposta è già arrivata: molto. Gara 1, iniziata in modo trionfale per i texani, si trasforma minuto dopo minuto in uno psicodramma, con gli Avalanche che rimontano tre reti, dominando per lunghi tratti, e finiscono per imporsi in overtime. Il match inizia con un palo di Colorado, ma sono gli Stars a tenere le redini del gioco in tutto il campo: in 10′, dal settimo al diciassettesimo del primo periodo, i texani vanno a segno tre volte, con Suter, Johnston e Benn, e a 6″ dalla sirena potrebbero realizzare addirittura la rete del 4-0 se Manson non salvasse i suoi allontanando il puck proprio sulla linea di porta. Pubblico in delirio, commentatori che nell’intervallo già parlano tra le righe di gara 2, e invece succede che Dallas resta sostanzialmente negli spogliatoi e gli Avalanche danno il via a una rimonta epica, segnando due reti nel secondo periodo, entrambe in power play, con Nichushkin e Makar, e poi completando l’opera dopo soli 38″ del terzo parziale con MacKinnon, rapace su rebound. Gli Stars provano a scuotersi, tornando a portare qualche pericolo dalle parti di Georgiev, ma tutta l’energia, fisica e mentale, è ormai dalla parte degli Avalanche, che colgono una traversa a 11’40” dalla fine e più tardi, a 60″ dalla sirena, costringono Oettinger a un super intervento che manda tutti ai supplementari. Nei primi minuti di overtime gli Stars, trascinati dal loro pubblico, costringono Georgiev agli straordinari, soprattutto su Seguin, ma il brio dei padroni di casa si esaurisce ben presto, così gli Avalanche possono sferrare il colpo del ko, dopo 11’03”, con Wood che, velocissimo, conclude in rete un breakaway solitario.

VANCOUVER CANUCKS – EDMONTON OILERS: 1-0 (5-4)
Il primo atto del derby canadese non delude le attese, anzi ci regala un match magnifico, che avrebbe forse meritato di essere deciso in overtime ma che i Canucks hanno rimontato e vinto grazie alla loro solidità e fiducia nei propri mezzi, certo aiutate dall’ormai proverbiale “leggerezza” difensiva degli Oilers. Gara 1 è scoppiettante fin dai primi secondi, ed infatti bastano 2’11” agli Oilers per sbloccarla con una pregevolissima rete di Hyman in power play, in one-timer su uno splendido assist di Nugent-Hopkins. Vancouver è brava a non farsi intimidire dalle improvvise accelerazioni degli ospiti e progressivamente prende le redini del gioco, cogliendo un palo e costringendo Skinner a qualche intervento complicato, ma è proprio nel suo momento migliore che Edmonton, a 5′ dalla prima sirena, trova il raddoppio, con un tiro dalla lunga distanza di Ekholm. Il secondo parziale si apre, dopo soli 53″, con la rete che dimezza lo svantaggio dei Canucks, di Joshua, ma poco dopo Vancouver paga a carissimo prezzo 45″ di blackout, subendo ben due reti degli Oilers, firmate da Ceci e Hyman, che realizza la sua doppietta personale grazie a una colossale dormita della difesa di casa. A 3′ dal secondo riposo arriva la rete del 2-4, di Lindholm, che riaccende le speranze dei tifosi. Nel terzo periodo, inspiegabilmente, Edmonton si scioglie, finendo così in balia dei Canucks, che affondano il colpo: 3-4 di Miller, 4-4 di Zadorov con un fantastico one-timer dalla lunga distanza, ed infine 5-4 (a 5’34” dalla fine) di Garland, aiutato da una difesa troppo lenta a rientrare e da uno Skinner stavolta non proprio impeccabile. A 10″ dalla sirena l’ultima emozione, con Silovs che salva il risultato e la vittoria dei suoi.

…sono stati due giorni di vero hockey da postseason. Intenso, palpitante, lottato con i denti fino allo stremo, questo è il gioco nei playoff.

EASTERN CONFERENCE – 2° TURNO

FLORIDA PANTHERS – BOSTON BRUINS: 1-1 (1-5 / 6-1)
Chi di goleada ferisce, di goleada perisce; i Panthers vendicano con gli interessi l’1-5 incassato in gara 1 segnando ben 6 reti, a una, in gara 2 e riequilibrando la serie, che ora si sposta a Boston. Il primo periodo è quasi tutto di marca giallonera, con Marchand che si mangia un gol fatto dopo 3′ ma con i Bruins che passano comunque in vantaggio grazie alla rete di Coyle, bravo a sfruttare un grave turnover in uscita della difesa. E Bobrovsky deve superarsi, a 1’24” dalla prima sirena, per evitare un passivo peggiore. Quando le squadre tornano sul ghiaccio, però, la partita cambia completamente; i Panthers andranno infatti a segno ben tre volte nel secondo periodo, con Lorentz, Barkov e Forsling (a 5 decimi di secondo dalla sirena!), spostando nettamente il match dalla loro parte. Le migliori occasioni dei Bruins sono intorno all’ottavo minuto, ma Bobrovsky è ancora una volta strepitoso. Nell’ultimo periodo la tanto attesa reazione di Boston non arriva, e allora i Panthers sono liberi di dilagare, segnando altre reti con Luostarinen, Barkov (doppietta per il capitano di Florida) e Montour. Il conto finale dei tiri dirà 33-16 per i Panthers… c’è bisogno di aggiungere altro?

NEW YORK RANGERS – CAROLINA HURRICANES: 2-0 (4-3 / 4-3 (OT2))
Il Madison Square Garden regala ai suoi tifosi un’altra splendida partita, ancor più bella della prima, una battaglia che ha richiesto ben due overtime prima di decidere il vincitore. Ma se dopo gara 1 gli Hurricanes non avevano granché da rimproverarsi, stavolta vanno via da New York masticando davvero amaro, non solo per essere stati due volte in vantaggio ma soprattutto per quanto sprecato davanti alla porta di Shesterkin, basti pensare che il computo finale dei tiri dirà 57-39 per gli ospiti. La prima metà del parziale d’apertura è ancora di studio, ma quando il tiro di Lafreniere, che si insacca alle spalle di Andersen attraversando una selva di gambe e bastoni, firma l’1-0 per i Rangers il match si accende e diventa splendido. Dopo 4′ Carolina trova l’1-1 con Guentzel, autore di una bella deviazione volante, e a 5″ dalla sirena passa addirittura in vantaggio, grazie alla deviazione di Orlov in una situazione di 4 contro 4. Dopo 5’10” del secondo periodo gli Hurricanes hanno l’occasione di andare sull’1-3, ma trovano solo il palo. Dopo sette minuti e mezzo arriva il 2-2 di NY al termine di una splendida azione corale, con assist di Fox per Lafreniere, che firma così la sua doppietta. Quando i Rangers sembrano aver ripreso il controllo del match, arriva invece il nuovo sorpasso degli Hurricanes, che a 1’43” dal secondo riposo sfruttano un’azione prolungata alla balaustra di Aho, culminata in un assist fulmineo per Guentzel, che segna in one-timer la seconda rete della sua serata. NY attacca il terzo periodo con furore e dopo 6’07”, in power play, trova il 3-3 in mischia con Kreider, ma Carolina non arretra di un centimetro, ribatte colpo su colpo e a 70″ dalla fine spreca il colpo del ko con Jarvis, che in shorthanded si fa ipnotizzare da Shesterkin. Si va quindi all’overtime, con i primi 10′ di marca Hurricanes, fermati solo da un super Shesterkin, e i successivi 10′ in cui è Andersen a superarsi almeno quattro volte, di cui due su Zibanejad. Reti bianche e secondo overtime: comincia a farsi sentire la stanchezza e il ritmo cala. Gli Hurricanes sono più propositivi, complessivamente, ma i Rangers sfruttano al meglio il loro asso, il power play, segnando dopo 7’24” la rete della vittoria con Trocheck su rebound.

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Gianluca Puzzo

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