PLAYOFF NHL ’24: PANTHERS E HURRICANES VOLANO 3-0

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Trascinata dalle parate sensazionali di Bobrovsky, Florida vola sul 3-0 contro Tampa, così come Carolina, che sta inesorabilmente domando gli Islanders. Nelle altre serie a Est, i Bruins conducono 2-1 su Toronto e i Rangers 2-0 su Washington. Nella Western Conference tutte le serie sono in parità tranne Vegas che ha vinto entrambi i match a Dallas.

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a foto di copertina non poteva non essere dedicata a Sergej Bobrovsky, portiere dei Florida Panthers, e a quella che è già stata ribattezzata come “la parata del secolo”, compiuta nella gara 2 contro Tampa. Grazie a quella, e a molte altre, Bobrovsky sta frustrando tutte le ambizioni di rimonta dei pur orgogliosi Lightning, che si ritrovano ormai sotto 0-3 nella serie, quindi a un passo dall’eliminiazione. Sul 3-0 è anche la serie tra Hurricanes e Islanders, mentre le altre due sfide vedono Boston in vantaggio 2-1 sui Maple Leafs e i Rangers 2-0 sui Capitals che comunque in gara 2 hanno dato segni di risveglio. A Ovest, allineata tutta a gara 2, ogni serie è sull’1-1 ad eccezione di quella tra Stars e Golden Knights, che vede i campioni uscenti avanti 2-0 in attesa delle gare 3 che scatteranno stanotte, ovviamente a campi invertiti.

WESTERN CONFERENCE

DALLAS STARS – VEGAS GOLDEN KNIGHTS: 0-2 (3-4 / 1-3)
Davvero impressionante la relativa facilità con cui Vegas è andata a prendersi anche gara 2 in quel di Dallas, domando con grande concretezza una squadra ricchissima di talento come quella texana. Gli Stars ce l’hanno messa tutta, partendo a razzo per vendicare subito la sconfitta in gara 1 e riuscendo nel loro intento; dopo una pressione continua dalle parti di Thompson, infatti, a 3’13” dalla prima sirena trovano la rete del meritato vantaggio, in power play, grazie a un tiro dalla media distanza di Robertson. Dallas non riesce però ad arrivare neppure al riposo in vantaggio, facendosi trovare colpevolmente scoperta nel cambio linee e incassando il pari di Marchessault dopo solo un minuto e mezzo. Il secondo periodo è molto lottato, ma gli Stars non sono più padroni del ghiaccio e il loro portiere, Oettinger, viene sempre più sollecitato dagli attaccanti dei Golden Knights, che lo costringono a due autentici miracoli in tuffo a cinque e mezzo dalla sirena. Il sorpasso di Vegas arriva a 67″ dal secondo intervallo, siglato da Hanifin. Nel terzo periodo gli Stars si buttano avanti ma senza troppa lucidità, al punto da essere loro, in realtà, a correre i rischi peggiori, con Oettinger ancora grande protagonista su Stenson in power play dopo cinque minuti. Fino all’inevitabile chiusura in empty net, con Eichel che a 33″ chiude il match e scava un solco importante nella serie.

WINNIPEG JETS – COLORADO AVALANCHE: 1-1 (7-6 / 2-5)
Sconfitta molto frustrante per i Jets in gara 2, con i canadesi avanti due volte e comunque in vantaggio fino a 5’45” del secondo periodo, che finiscono in un black-out che costa loro tre gol di fila prima della sirena e, di fatto, il match. Fin lì i Jets erano stati protagonisti di un’ottima prestazione, premiata dall’1-0 di Gustafsson dopo 3’15” del primo periodo e consolidata con un’ottima pressione offensiva, che aveva costretto spesso Georgiev agli straordinari. Gli Avalanche, dopo un primo terzo di sofferenza, si risvegliano all’inizio del secondo, pareggiando dopo 2′ con Wood, che fulmina Hellebuyck subito dopo l’ingaggio. I Jets tornano a premere, e dopo 8’37” siglano il 2-1 con Scheifele, che concretizza un contropiede condotto in maniera magistrale. Pochi minuti dopo arrivano a un passo dal 3-1, ma il tiro di Connor si stampa sul palo. Come detto, da lì a poco la partita cambia completamente volto: a 5’45” dal secondo intervallo Colorado pareggia con un tiro dalla lunga distanza con Makar, a -2’40” un errore folle di Hellebuyck nel pack handling regala il 2-3 a Parise e infine, a soli 7″ dalla sirena, arriva il 2-4 di Manson in breakaway che schianta il morale di Winnipeg e dei suoi tifosi. Nel terzo periodo i Jets provano a costruire qualcosa ma in modo troppo estemporaneo, e così gli Avalanche prima colgono un palo e poi, a 56″ dalla fine, chiudono la questione con la rete in empty net di Nichushkin.

VANCOUVER CANUCKS – NASHVILLE PREDATORS: 1-1 (4-2 / 1-4)
Punizione fin troppo severa nei numeri, l’1-4 incassato dai Canucks in gara 2 per mano dei Predators, molto cinici ma che devono accendere più di un cero al loro portiere, Juuse Saros, autore di molte parate decisive. Dopo 74″ Nashville è già in vantaggio, grazie alla rapace deviazione sottoportas di Beauvillier; Vancouver reagisce rabbiosamente, costruisce anche molte occasioni, ma finisce sempre per stamparsi sull’insuperabile portiere finlandese. Nel secondo periodo la battaglia si fa più fisica, terreno su cui i Predators sono più a loro agio, ed infatti i risultati non tardano a venire: dopo 6’30” Forsberg sigla lo 0-2 e, neppure due minuti dopo, Sissons firma lo 0-3. Malgrado questo tremendo uno-due Vancouver trova la forza per rialzarsi, con Zadorov che segna il gol della speraza e con un palo clamoroso in power play a 30″ dalla sirena che, forse, avrebbe cambiato il corso del match. I padroni di casa si gettano avanti a testa bassa anche nell’ultimo periodo, ma Saros li stoppa con almeno quattro parate decisive, fino alla rete di Sherwood in empty net che chiude il match a 1’53” dalla sirena finale.

EDMONTON OILERS – LOS ANGELES KINGS: 1-1 (7-4 / 4-5 (OT))
Partita per cuori forti, la seconda di questa serie finora molto spettacolare e appassionante. Dopo una battaglia finita ai supplementari (i primi di questi playoff, a Ovest) la spuntano i Kings, che pareggiano così la serie prima dei due match che si terranno a partire da stanotte a L.A. È Kempe a sbloccarla subito con una doppietta nel primo periodo, prima con un tiro dalla media e poi con una sensazionale deviazione volante davanti all’incolpevole Skinner. Due fiammate anche nel finale di tempo: Edmonton dimezza lo svantaggio con Kulak a 2’27” dalla prima sirena, ma 30″ dopo L.A. allunga nuovamente grazie a Doughty, lanciato in breakaway solitario. Dopo 4′ del secondo periodo Talbot si supera in shorthanded, ma deve capitolare dopo altri 4′ di fronte a Halloway, che sigla il 2-3. A 9’27” dalla seconda pausa arriva il tanto agognato pareggio degli uomini di casa, che in power play costruiscono un’azione perfetta, chiusa dallo one-timer di Hyman. All’inizio del terzo periodo gli Oilers si gettano avanti, ma dopo 1’16” un grave errore di piazzamento del loro portiere, Skinner, che non tiene a sufficienza il suo palo, regala a Fiala il nuovo sorpasso dei Kings, che vanno sul 3-4. Nuova rincorsa Oilers e, dopo neppure due minuti, nuovo pareggio, con la doppietta personale di Holloway che spara il disco perfettamente nel sette, alle spalle dell’incolpevole Talbot. Il match si infiamma ancora di più, con occasioni da ambo le parti, perfino un palo colto dai Kings, ma il 4-4 non si schioda e si va all’overtime. Lì bastano 2’07” ai Kings per chiudere la pratica, sfruttando un buco della difesa di casa che “dimentica” Kopitar da solo davanti al portiere. 5-4 Kings e serie in parità.

La foto di copertina non poteva non essere dedicata a Sergej Bobrovsky, portiere dei Florida Panthers, e a quella che è già stata ribattezzata come “la parata del secolo”, compiuta nella gara 2 contro Tampa.

EASTERN CONFERENCE

FLORIDA PANTHERS – TAMPA BAY LIGHTNING: 3-0 (3-2 / 3-2 (OT) / 5-3)
In questa serie abbiamo due partite di cui rendervi conto, ovvero le gare 2 e 3 della serie. Gara 2 è stata una partita splendida, forse la più bella di questi playoff 2024 finora, con i Lightning sempre costretti a inseguire ma fermati sul più bello dalla prestazione monstre di Bobrovsky, fino ad essere battuti in overtime. I Panthers la sbloccano dopo 6’16” del primo periodo con Bennett, quindi raddoppiano a 4’49” dalla prima sirena con Tarsenko in power play; tra le due reti, un palo a testa. Nel secondo periodo il match diventa appassionante, grazie a Tampa che dimezza lo svantaggio dopo 47″ con Braden Point e agguanta il 2-2 dopo 5’45” in power play con capitan Stamkos, che esegue con miglior fortuna lo stesso one-timer spedito sul palo poco prima. A metà tempo i Lightning hanno diverse occasioni per passare a condurre, anche in inferiorità numerica, ma Bobrovsky è autore di almeno tre parate clamorose. A 5’56” dalla seconda pausa, il portiere russo dei Panthers s’inventa addirittura una parata no-look, subito battezzata dai media come “la parata del secolo”, tuffandosi di schiena alla disperata nel tentativo, riuscito, di ribattere il tiro a colpo sicuro di Dumba. Semplicemente incredibile. Scossa dal pericolo scampato, Florida si riaccende, e stavolta è Vasilevskij a diventare protagonista, con tre parate in rapidissima successione e un’altra, a 1’35” dal riposo, che ruba letteralmente un gol fatto a Tkachuk. Il terzo periodo è a reti bianche, ma solo per la serata di grazie dei due portieri, che continuano a rincorrersi in pezzi di alta scuola, l’ultimo dei quali, a 44″ dalla fine, è di Bobrovsky, che con la maschera riesce a ribattere un tiro di Duclair che avrebbe chiuso la partita. Invece si va ai supplementari, in cui Florida sembra averne di più: dopo 3′ è Verhaeghe, lo specialista dei momenti “clutch” a chiudere la partita.
Passiamo a raccontarvi gara 3, giocata a Tampa ieri notte, che ha visto i Panthers portarsi 3-0 nella serie grazie a una splendida rimonta. È Tkachuk, dopo 10’39” del primo periodo, ad aprire le marcature, con un inserimento backdoor concluso con un one-timer vincente. Ancora portieri strepitosi: Vasilevskij decisivo su uno shorthanded dei Panthers, poi Bobrovsky viene graziato dalla review, che annulla il pareggio di Cirelli, ma il russo si rifà con gli interessi negli ultimi secondi della frazione, con due parate consecutive e il palo finale che gli dà una mano. Dopo 44″ del secondo periodo arriva l’1-1 buono per Tampa (grazie a Stamkos), che poco dopo vola addirittura sul 2-1 (il primo vantaggio degli uomini di Cooper in tutta la serie) con la rete dalla media distanza di Motte. Ancora Bobrovsky decisivo su Lilleberg, quindi i Panthers ingranano una marcia ancora superiore, e Tampa si arrende. Dopo 10′, con una pressione offensiva asfissiante, Florida trova il 2-2 con Reinhart, e dopo altri sei minuti e mezzo arriva il 2-3, con un tiro dalla lunghissima distanza di Montour che nel traffico scompare alla vista di Vasilevskij. A metà del terzo periodo, Florida allunga sul 2-4 con Lorentz, che gode di troppo spazio nel cuore della difesa di Cooper. Il gol della speranza per i padroni di casa lo segna Paul, a 5’10” dalla sirena, ma Tampa non ha più energie sufficienti per chiudere in un angolo i Panthers, che anzi chiudono la pratica a 31″ dalla sirena con la rete finale in empty net di Tkachuk (doppietta per lui). Ora per i Lightning è davvero dura.

BOSTON BRUINS – TORONTO MAPLE LEAFS: 2-1 (5-1 / 2-3 / 4-2)
Boston sbanca la Scotiabank Arena di Toronto in gara 3, riportandosi in testa nella serie, al termine di un match molto bello in cui la vecchia guardia dei Bruins, Marchand e Pastrnak, ha fatto ancora una volta la differenza. Il match parte a gran ritmo, ma per il primo vero brivido bisogna attendere il primo minuto del secondo periodo, quando Matthews coglie un palo clamoroso. Dopo 13’10” i Maple Leafs passano a condurre grazie a Knies, che deposita in rete un pregevole assist di Marner dopo uno splendido incrocio sotto porta. I Bruins non accusano il colpo e continuano a costruirsi ottimi tiri, che costringono Samsonov ad alcuni interventi davvero di alta scuola. Il portiere di Toronto deve però capitolare a 2’23” dalla seconda sirena, con Frederic, e a 15″ salva il sorpasso, ribattendo un meraviglioso tiro al volo di Pastrnak. Il sorpasso dei Bruins è solo rimandato all’inizio del terzo periodo, dopo 67″ per la precisione, quando De Brusk segna in power play. A 8’35” dalla sirena finale Toronto trova la via del 2-2, aiutata da un’autorete sfortunata di Lindholm, ma neppure trenta secondi dopo, è Marchand, con una saetta dritta all’incrocio dei pali, a siglare il 2-3. Toronto si getta avanti, costruisce anche un paio di mischie molto pericolose, ma a 35″ dalla sirena finale si consegna alla rete in empty net di Marchand che chiude il match.

NEW YORK RANGERS – WASHINGTON CAPITALS: 2-0 (4-1 / 4-3)
Pur non cambiando il risultato rispetto a gara 1, la sostanza di gara 2 è stata di tutt’altra pasta, con i Capitals finalmente in partita e capaci di rispondere quasi colpo su colpo ai fortissimi avversari. I primi a segnare sono proprio i Capitals, con McMichael che mette in rete un formidabile assist no-look di T.J. Oshie. I Rangers prendono progressivamente il ritmo della gara, e allora per Washington il match si fa in salita: dopo 3′ arriva il pari di Trocheck, seguito poco dopo dal sorpasso in powerp play di Zibanejad. Dopo 4’44” del secondo periodo i Capitals agguantano il 2-2 con Strome, in power play, ma nel finale del parziale NY prende definitivamente il largo, con l’uno-due di Roslovic (power play) e Miller, che chiude un contropiede nato da un puck perso malamente a centrocampo da Ovechkin. Nell’ultimo terzo di gara Washington trova la rete della speranza con Wilson, ancora in power play, ma non riesce più a impensierire seriamente Shesterkin.

CAROLINA HURRICANES – NEW YORK ISLANDERS: 3-0 (3-1 / 5-3 / 3-2)
La super rimonta subita in gara 2 porta le sue scorie anche sul ghiaccio amico degli Islanders, nella UBS Arena, con i padroni di casa che, fin troppo timorosi, subiscono la terza sconfitta consecutiva per mano degli Hurricanes. La lotta è subito molto fisica, ma Carolina non si lascia intimorire, conscia della propria forza: dopo 4’45” arriva il vantaggio firmato dall’eterno Burns (39 primavere), poi a 9’35” dalla seconda sirena ecco il raddoppio di Orlov. Nel secondo periodo gli Islanders reagiscono, accorciando le distanze con Engvall, ma dopo 7’14” l’1-3 di Aho, che tira con troppo spazio a disposizione, riporta Carolina avanti di due reti. A 2’21” dal riposo la rete del 2-3 di Nelson, lestissimo su rebound, riaccende le speranze dei padroni di casa, che nell’ultimo periodo hanno anche delle buone occasioni (notevole la parata di Andersen da terra su Romanov) ma senza più riuscire a segnare.

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Gianluca Puzzo

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