San Francisco Giants, analisi di un fallimento inatteso

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SF-Giants_postNon ho difficoltà ad ammettere di essere stato tra quelli che, all’inizio della stagione 2013 della MLB, avrebbero scommesso qualche soldo sul bis dei campioni uscenti, i San Francisco Giants. Una squadra vincente e non particolarmente anziana era riuscita, durante la offseason, a non perdere nessuno dei suoi pezzi pregiati: Angel Pagan era stato bloccato con un quadriennale da 40 milioni di dollari e perfino il 37enne Marco Scutaro aveva strappato un triennale da 20 milioni (già all’epoca parso comunque eccessivo in durata). Buster Posey, MVP della scorsa stagione, era al suo posto dietro casa base e così Pablo Sandoval, “the big panda”, ben piantato a difesa dell’hot corner in terza base. I playoff sembravano l’obiettivo minimo per questa autentica macchina da guerra sportiva.

La stagione 2013, la cui regular season è in via di conclusione, ha invece emesso un verdetto impietoso sulla squadra californiana, marchiandola con il simbolo del fallimento: i campioni uscenti non faranno neppure i playoff, staccati come sono di ben 18 vittorie dalla testa della loro division e di 17 dall’accesso alla wild card. I numeri, si sa, sanno essere crudeli: da un record di 94 vinte e 68 perse nella regular season 2012 siamo passati all’attuale 72-84, con sole 6 partite ancora da giocare. Nel paniere di San Francisco mancano all’appello una ventina di vittorie, inutile girarci intorno, e le motivazioni di un crollo così netto sono da distribuire equamente su gran parte della squadra, stelle o gregari che siano.

Il monte di lancio è franato sotto il peso dei suoi stessi protagonisti. Di tutta la straordinaria pitching rotation dei californiani, solo Bumgarner ha mantenuto le attese, mentre i vari Lincecum, Cain, Vogelson e Zito hanno percorso una via crucis di alti e bassi o di infortuni e ricadute. Il bullpen, già non straordinario in partenza, è stato falcidiato anch’esso dagli infortuni (Casilla, Affeldt, Gaudin e Kontos out in vari momenti della stagione), e le pur ottime prestazioni di Lopez e Romo non potevano bastare a tenere a galla la nave.

Anche scendendo dal mound il bilancio dei Giants rimane in profondo rosso, e le cause sono, a mio parere, tre. La prima sono stati due infortuni cruciali, quelli di Pagan e Scutaro, che hanno privato l’attacco di due mazze importanti e il gruppo di due leader riconosciuti. La seconda causa è strutturale: la dirigenza ha scelto di investire gran parte del suo payroll sui titolari, trovandosi così costretta a virare su scarti mediocri per la panchina. Una volta appurata la mancanza di alternative, vi si è cercato di porre rimedio pescando continuamente nuovi nomi dalle minors o dai free agent, con il solo risultato di creare una gran confusione. E’ indicativo il fatto che, della panchina d’inizio stagione, il solo Joaquin Arias sia ancora presente oggi. Infine, terza causa è stato il crollo di rendimento di Buster Posey, il campione, l’MVP da cui tutti si aspettavano un’iniezione di dinamite per il singhiozzante motore dei Giants. E invece Posey si è via via fatto tirare giù dalla valanga generale, chiudendo con numeri “normali”, parola che assume un retrogusto di delusione quando si parla di un giocatore così dotato: media battuta 295 (336 nel 2012), 15 fuoricampo (contro 24) e 72 punti battuti a casa (contro 103), sono solo i dati principali di un’involuzione preoccupante. Ora è il momento delle scelte importanti per il futuro, in casa Giants: ci sono alcuni contratti pesanti in scadenza (Pence e Lopez su tutti), e da lì si capirà se la dirigenza intende scommettere ancora su questo gruppo o se la delusione del 2013 indurrà a cercare il rilancio attraverso un nuovo ciclo di campioni.

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Gianluca Puzzo

Un commento

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  • un vero peccato… quella dello scorso anno fu una grande impresa e ripeterla, quando comunque ci sono oltre 100 partite con cui dover fare i conti, non è mai facile. delle tre cause che hai individuato si può sicuramente far tesoro della prima, sperare poi sul ritorno di posey in gran forma e infine accendere un cero a qualche santo per cautelarsi contro gli infortuni. resta certamente un po’ di amaro in bocca ma i giants hanno regalato grandi soddisfazioni, e sono sicuro che le loro pagine migliori non siano ancora state tutte scritte!

Gianluca Puzzo

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