Sarebbero stati famosi: Marussia/Manor (2010/2016)

S

Ultimo articolo della serie “Sarebbero stati famosi”. Per la Marussia/Manor che nel corso dei suoi anni di vita, ha cambiato più volte nome anche per ragioni di sponsorizzazione, non è stata una semplice apparizione. Qui resta legato il nome di Jules Bianchi e l’impresa a Montecarlo nel 2014.

Jules Bianchi impegnato nel Gp Monaco 2014

Concludiamo la serie Sarebbero stati famosi con un team che se fosse per la durata e il numero di gare disputate, non meriterebbe di stare in questa simpatica rassegna, ma in realtà ha affrontato tante vicissitudini al limite della sopravvivenza.
Nel 2010 all’esordio della Virgin Racing per motivi di sponsorizzazione, la prima monoposto venne realizzata utilizzando la fluidodinamica computazionale senza il risconto di una galleria del vento, la VR-01 guidata da Glock e Di Grassi riscontrò scarsi risultati, tanto da concludere all’ultimo posto nella classifica costruttori, dietro addirittura ai tre team esordienti Lotus e Hrt, tutti a zero punti ma con i peggiori piazzamenti.
Analoghi furono i risultati della successiva MVR-02 guidata dal confermato Glock e d’Ambrosio.
La MR-01 (Glock-Pic) e successiva MR-02 (Bianchi-Chilton) migliorarono l’andamento col penultimo posto nonostante nessun punto.
Quella del 2014 è la stagione che resterà impressa non solo per la storia statistica e narrativa della squadra, ma nella memoria degli appassionati, perché per la prima volta grazie all’ottavo posto nel Gran Premio di Monaco ottenuto da Jules Bianchi, la Marussia (MR-03) raggiunse la zona punti, per poi piangere il giovane pilota pochi mesi dopo, nell’incidente di Suzuka.
Il risultato di Bianchi si rivelò vitale fondamentale per il team, perché quei punti permisero di concludere al nono posto nella classifica costruttori

(davanti Caterham e Sauber), generando importanti premi economici vitali per la sopravvivenza dell’anno successivo, dove venne impiegata la stessa monoposto(denominata MR03B) con opportune modifiche per rientrare nei regolamenti tecnici, spinta da una power-unit Ferrari (anch’essa dell’anno prima) e guidata dai Stevens e Merhi, quest’ultimo in alcuni Gp sostituito dall’americano Alexander Rossi.
I risultati furono lo specchio del potenziale a disposizione suscitando comunque l’apprezzamento di molti addetti, il team resistette e vennero annunciate importante collaborazioni segno di una rinnovata disponibilità finanziaria, come la fornitura delle power-unit Mercedes e la disponibilità di alcune parti proveniente dalla Williams (anch’essa spinta dal motore Mercedes).
Per la guida della MRT05, meglio preparata nella storia del team, vengono scelti Werlehin ed Haryanto, poi sostituito da Ocon nella seconda parte del campionato.
I risultati purtroppo non sono all’altezza delle ambizioni, con un solo punto raccolto da Werlehin nel Gran Premio d’Austria e conseguente ultimo posto nella classifica costruttori.
Per approntare il campionato 2017 tornarono le nubi all’orizzonte, ma alcune foto diffuse nel web con il modello della nuova monoposto, dimostrano lo stato avanzato della preparazione in vista del nuovo campionato, ma purtroppo quella vettura non verrà mai assemblata, perchè successivi e irrimediabili problemi economici, sancirono i conclusivi titoli di coda.

Autore

Andrea La Rosa

Aggiungi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Andrea La Rosa

Segui Sport One

Tag più frequenti

Categorie