Serie A 2017/18: Un nuovo inizio?

S

Ci siamo lasciati l’anno scorso con la Juventus campione per il sesto anno consecutivo, Roma in Champions, Napoli ai preliminari, Lazio, Atalanta e Milan in Europa League, Pescara, Empoli e Palermo in Serie B. Ci ritroviamo quest’anno con uno scenario apparentemente cambiato: Inter rigenerata, Milan rinnovato, nuove squadre che si affacciano nel grande calcio come Spal e Benevento, tanti acquisti e scambi in estate. Ma siamo davvero sicuri che sia cambiato qualcosa?

Dopo tre giornate, la Juve è sempre la squadra da battere, il Napoli è sempre alla ricerca di una consacrazione reale e di un titolo agognato per trent’anni, l’Inter e il Milan sono all’ennesimo tentativo di rinascita, mentre le Roma, sancito il ritiro di Totti, è alle prese con una rifondazione tecnica che ciclicamente interessa i giallorossi (ricordate Luis Enrique, Garcia e Spalletti?). Si dice spesso che il calcio d’agosto non conta, e forse è così: le gare andate in scena fino a sabato scorso non hanno prodotto granché ai fini di una lettura concreta del campionato in essere. Il turno appena concluso, invece, ha già offerto ampi indizi su quale possa essere il leitmotiv di quest’anno, pericolosamente simile a quello dei precedenti.

Entrando nel merito della terza giornata, Juventus e Napoli hanno dimostrato ancora una volta di essere le protagoniste del campionato. Sono queste le squadre che sembrano avere qualcosa in più delle altre, con rose ampie e abitudine a confrontarsi sul piano nazionale ed internazionale; e i larghi successi su Chievo e Bologna lo dimostrano. A proposito di internazionale, il successo dell’Inter sulla Spal fa felici i tifosi e fa riempire le colonne della Gazzetta dello Sport (che spera in un rientro di almeno una delle milanesi, soprattutto per rimpinguare il proprio pubblico, caratterizzato per gran parte di tifosi meneghini) ma non è per niente esaustivo sulle reali possibilità di vittoria finale. C’è chi, come lo Zio Bergomi, pronostica (o più oggettivamente spera) in un grande campionato dei nerazzurri, dimenticando che partenze sprint come queste ne abbiamo già viste negli ultimi anni (l’Inter di Mancini), salvo poi perdersi per la strada di un cammino lungo e tortuoso come quello del campionato italiano. La verità è che i nerazzurri hanno un ottimo allenatore, finalmente, una buonissima rosa e non hanno obblighi di coppa: elementi che possono agevolare un’ascesa interista. Ma sia l’ultimo match, sia soprattutto la bugiarda vittoria all’Olimpico contro la Roma alla seconda, hanno mostrato molte lacune sul piano dell’equilibrio e della costruzione di gioco. Per quanto concerne proprio la Roma, sarà difficilissimo ripetere l’ottimo cammino dello scorso anno, ma le scelte del nuovo Direttore Ramón Rodríguez Verdejo, detto Monchi, sono state oculate e quantomeno consequenziali ad una scelta tecnica (Di Francesco), che può segnare un gran bel progetto duraturo negli anni. Rimanendo nella capitale, applausi a scena aperta per Simone Inzaghi, capace di plasmare un gruppo di semi-sconosciuti e di farli rendere come dei campioni. L’esempio è Luis Alberto, che dopo un anno in naftalina si è reso protagonista, insieme al cecchino Immobile, di una partita eccezionale contro un Milan che già alla terza è in crisi ambientale, tecnica e tattica.

Per quanto riguarda le altre, Torino, Atalanta e Sampdoria portano avanti un progetto tecnico serio e coerente e saranno sicuramente protagoniste di un torneo positivo, come già intravisto nelle prime tre giornate. Sarà curioso, in particolare, vedere come gli orobici gestiranno gli impegni di Europa League, soprattutto alla luce di un girone davvero difficile (Lione, Everton e Apollon Limassol): la speranza è che non facciano come il Sassuolo dell’anno scorso, finendo nell’anonimato di un campionato scialbo.

Il mio più grande timore, alla luce proprio delle prime tre giornate, in realtà è legato a tutte le altre squadre: anche se va detto che compagini come Spal, Benevento, Crotone o Verona offrono belle storie e nuovi, freschi, teatri a questa Serie A molto statica, va altrettanto tenuta in considerazione l’apatia totale che per molti mesi ha vissuto il campionato italiano l’anno scorso. E, sinceramente, il quadro non sembra essere variato: chi di voi, onestamente, ha guardato Benevento-Torino delle 18? O chi, magari tra i tifosi di Roma, Juve o Napoli, ha perso anche solo qualche minuto per vedere Cagliari-Crotone o Udinese-Genoa o Verona-Fiorentina? I malati di calcio, come me, o i fanta-allenatori, magari si sono concentrati alla ricerca di nuovi campioni o di nuove soluzioni tattiche, ma la stragrande maggioranza dei tifosi ha ignorato questi match: con appena sette posti in palio per l’Europa e soli tre per la retrocessione, che senso ha continuare un torneo a venti squadre con partite di così basso interesse? Prim’ancora che pensare a quali saranno le contendenti allo Scudetto, riflettiamo sull’attrattiva e sul significato che queste partite avranno nel corso dell’anno.

Infine, ultima piccola riflessione, con cui chiuderò ogni articolo quest’anno:
Viva il VAR!

Autore

Luigi Rivolta

Aggiungi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Luigi Rivolta

Segui Sport One

Tag più frequenti

Categorie