Serie A Player of the Week 11: Mertens e Higuain

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Questa settimana la scelta di un solo player of the week era davvero impossibile. Come si fa ad escludere uno che ha messo in atto uno show personale con una tripletta o uno che ha vinto praticamente da solo un derby? Premiare entrambi è sicuramente la scelta giusta per esaltare due grandi prestazioni: sarebbe stato come scegliere tra Batman e Superman. Abbiamo preferito metterli insieme nello stesso film, consci che lo spettacolo messo in scena dai due a Cagliari e a Torino sia stato molto più entusiasmante della pellicola proiettata nei cinema qualche mese fa.

Il sedicesimo turno di Serie A si è chiuso lunedì sera con la vittoria della Roma sul Milan e la conseguente elezione ad antagonista della Juve della squadra di Spalletti, che dovrà confermare questa carica sabato prossimo proprio allo Stadium. Nelle altre sfide, il fattore campo non ha inciso, visti i cinque successi in trasferta ottenuti da Lazio, Chievo, Napoli, Juventus e Udinese, quest’ultima corsara a Bergamo dove sono capitolate quasi tutte, comprese le grandi. Bologna ed Empoli hanno dato vita ad una gara improntata sulla paura, mentre il Crotone ha fatto suo lo scontro salvezza col Pescara, sfruttando il fattore Ezio Scida e soprattutto riaprendo completamente il discorso retrocessione.

Ma, come detto, i riflettori dell’ultimo turno si sono accesi su due attaccanti stranieri, due vecchi compagni di squadra, che hanno rubato la scena esaltandosi in due partite molto difficili, soprattutto sul piano ambientale. Sulla carta il match più complicato era senza dubbi quello di Torino, dove è andato in scena un derby della Mole combattuto, equilibrato, nel quale la banda di mister Mihajlovic ha mostrato tutta la sua forza. Ma se si considerano le dichiarazioni della vigilia e l’attesa di una città intera, anche quella di Cagliari era una sfida molto problematica per il Napoli, sbloccata grazie ad un’invenzione del folletto belga, che ha dato il là alla goleada azzurra.
L’aspetto più incredibile emerso nell’ultimo turno, per entrambi gli attaccanti, è stata l’apparente facilità con la quale hanno messo a segno i loro fantastici gol. Destro, sinistro, in progressione, di fino, hanno fatto letteralmente a pezzi le difese avversarie, esaltando i tifosi e minacciando le loro gole ruggenti per i festeggiamenti. Nessuno dei cinque è un gol banale, nessuno non ha strappato applausi.

Dries Mertens sta ormai dimostrando che un solo ruolo per lui è riduttivo: da prima punta, in un mese e mezzo ha acquisito tutti i movimenti tipici del centravanti, trovando la porta molto più spesso di prima. E il primo dei suoi tre gol al Cagliari è proprio una sintesi di tutto ciò: spalle alla porta, si gira in un fazzoletto e buca Storari nell’angolino dal limite dell’area. Rivedendo l’azione, si nota l’ottimo controllo che gli consente di tirare rapidamente ed anche il movimento del corpo, che ai tifosi napoletani ha ricordato per un attimo le movenze tipiche del tanto amato/odiato Pipita. Un gioiello, quello del belga, arrivato alla mezzora, fondamentale per scardinare la resistenza sarda e per aprire i cancelli del luna park sarriano. Nella ripresa, il numero quattordici ha poi messo in mostra le sue vere peculiarità, da funambolo tecnico e veloce: secondo gol tutto di opportunismo e rapidità, terzo gol da campione, con tunnel al malcapitato Ceppitelli e progressione fino al colpo preciso di sinistro per il 5-0 definitivo.

Gonzalo Higuain ha deciso il derby di Torino prima con il gol utile a riagguantare il momentaneo pareggio, poi con una perla delle sue che ha spostato gli equilibri della gara in maniera irreversibile. Il Pipita è così: a tratti nervoso, in alcuni momenti poco partecipe alla manovra, ma maledettamente decisivo quando serve, quando la squadra non trova soluzioni alternative e si affida a lui. Forse il ruolo da supereroe è proprio il più adatto per lui: quando le cose vanno male, arriva da un altro mondo, scende sul campo di gioco e fa vincere i suoi. Così è successo anche domenica pomeriggio allo stadio Olimpico Gran Torino: dodici minuti dopo il bel vantaggio firmato Belotti, la difesa granata concede due metri di spazio all’argentino, che servito da un tacco smarcante di Mandzukic, si aggiusta il pallone sul destro e trafigge Hart, riportando il punteggio in parità e risvegliando i suoi compagni dal torpore. Quel che lascia a bocca aperta è la naturale forza che Gonzalo dimostra in azioni di questo tipo: è l’unico in Serie A capace di portarsi avanti il pallone e di tirare senza che un avversario riesca davvero a contrastarlo. Il secondo gol, arrivato dopo più di ottanta minuti di dura battaglia, è il marchio di fabbrica dell’attaccante bianconero: un pallone lungo, lanciato quasi a caso dalla difesa, diventa il migliore degli assist per lui, capace di difendere palla come nessun altro e pronto a girarla in rete manco avesse una fionda al posto del piede destro. Risultato: Hart sorpreso e impossibilitato all’intervento, il difensore di turno (nello specifico Barreca, ma difficilmente altri avrebbero fatto meglio) completamente annichilito e tifosi in delirio per l’ennesima rete trovata dal nulla con tecnica, fisicità e rabbia agonistica.

Non è ancora terminato il girone d’andata e forse è presto per dare sentenze, ma gli entusiastici risultati in Europa e l’andamento delle gare in campionato, fanno pensare che Napoli e Juventus saranno protagoniste fino a maggio, senza dimenticarsi ovviamente della Roma. Il secondo premio di player of the week per Higuain dimostra come questo attaccante sia in grado di spostare gli equilibri e soprattutto di regalare alla sua squadra punti fondamentali in campionato. La seconda presenza nella nostra rubrica di un giocatore del Napoli, allo stesso tempo, comprova la validità del gioco espresso dai ragazzi di mister Sarri. Un duello che speriamo possa entusiasmare e divertire molto di più di quanto fatto da Batman vs. Superman al cinema. Gli ingredienti ci sono tutti, dai protagonisti alla regia: la trama è ancora tutta da scrivere, così come il finale, che tutti ci auguriamo possa essere il più avvincente possibile.

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Luigi Rivolta

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