Serie A Player of the Week 14: Radja Nainggolan

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Capitano di giornata e match winner: il player of the week dell’ultimo turno di Serie A è Radja Nainggolan della Roma, che con il suo bellissimo gol regala ai suoi una vittoria in trasferta che consente di mantenere viva la lotta Scudetto, alla luce della sconfitta della Juventus a Firenze. Tanta corsa, grande affiatamento con il compagno di zona Strootman e superba lettura degli inserimenti sono i punti forti del centrocampista belga, protagonista di una splendida stagione e di una prestazione da grande condottiero nella difficile gara al Friuli di Udine.

Mentre le inseguitrici fanno un sol boccone delle avversarie di giornata, la Juventus cade al Franchi sotto i colpi di Kalinic e Badelj, al termine di una partita piacevole, nella quale i viola hanno dimostrato di poter ambire con merito alla qualificazione in Europa League. Molto vivace anche il Monday night, con il Milan bravissimo a rientrare dagli spogliatoi con la voglia giusta di agguantare un pari all’Olimpico di Torino dopo essere stato sotto di due gol. A nulla serve la rabbia di mister Mihajlovic, che deve rimandare ancora una volta la vittoria contro la sua ex squadra. Da segnalare in questo scoppiettante fine settimana appena trascorso la bella doppietta di Borriello in Cagliari-Genoa, la bravura di Puggioni che tiene a galla la sua Sampdoria contro l’Empoli, il ritorno in campo di Berardi che ispira due dei quattro gol del Sassuolo contro il Palermo e le giocate di Icardi, Immobile e Hamsik che trascinano i compagni verso tre successi importanti.

Punto fermo da tre anni della Roma, sempre nel vivo dell’azione, spesso decisivo nei match che contano (Roma-Napoli dello scorso campionato ne è un fulgido esempio) e con un carisma fuori dal comune nel rettangolo di gioco: con queste caratteristiche, non sorprende che il ventottenne di Anversa sia nel mirino di tutte le big di Europa in ogni sessione di mercato. Antonio Conte l’estate scorsa lo voleva fortemente al Chelsea per completare il suo centrocampo stellare: possiamo solo immaginare quanto ancor più forte sarebbe diventata la squadra londinese con Nainggolan a comandare il gioco insieme a Fabregas. Fortunatamente per il calcio italiano, invece, il ‘Ninja’ ha scelto di proseguire la sua carriera nella capitale, dove è diventato ormai un idolo e dove, complice anche il ritorno a pieno ritmo di Strootman, si sta esaltando grazie ad una maturazione tecnico-tattica ormai definitiva.

Quando l’attaccante di riferimento non è in giornata e si divora ogni occasione creata dai compagni, compreso un rigore calciato nell’orbita di Marte, per avere la meglio su un’avversaria tosta, ferita nell’orgoglio dalla precedente sconfitta, come l’Udinese, è necessario che altri si carichino sulle spalle la responsabilità di far male. Così ha fatto Radja Nainggolan, in un ruolo a lui sempre più congeniale: quello di centrale di centrocampo con compiti di inserimento e raccordo con l’attacco. Comincia forte l’ex cagliaritano, che dopo appena cinque minuti costruisce dal nulla un assist al bacio per il compagno El Shaarawy: solo un grande intervento di Karnezis nega il gol ai giallorossi. La caparbietà ma soprattutto la velocità di pensiero di Nainggolan nell’occasione sono impressionanti: difende palla come un guerriero, cade, si rialza e offre un passaggio perfetto al compagno, il tutto in un tempo di gioco che non consente ai difensori avversari di intervenire in alcun modo. Appena sette minuti dopo, il Ninja confeziona la rete della vittoria: lancio preciso del compagno di reparto olandese, ennesimo inserimento al bacio e destro al volo forte e preciso, che rende vano il tuffo del portiere friulano. Azione impacchettata dai due centrocampisti che, più di tutti, stanno facendo la differenza nel cammino splendente della squadra. Un affiatamento che consente agli uomini di Spalletti di essere pericolosi centralmente (non è un caso se il 56% del bilanciamento offensivo della Roma alla Dacia Arena si sviluppa nella fascia di mezzo) ma allo stesso tempo di controllare con attenzione le offensive avversarie. Quando Strootman resta basso, il belga gestisce la transizione offensiva, o cercando il filtrante diretto o smistando sulle fasce per poi proporsi in area da seconda punta, portando via almeno un avversario e consentendo così a Dzeko (un maestro nei movimenti offensivi) di liberarsi per la conclusione.

Nella ripresa, proprio uno di questi suoi movimenti viene premiato dall’immancabile suggerimento preciso di Totti, che però non viene sfruttato per un soffio, a due passi dalla porta. Se alla pressione costante offensiva si aggiungono 11,3 chilometri di corsa (secondo solo, guarda un po’, a Strootman) si capisce come la prestazione del nazionale belga sia stata fondamentale per il successo finale della Roma. Con quella di Udine, per Nainggolan sono ben 19 presenze su 20 gare totali, arricchite da 4 gol, una media di chilometri percorsi che supera i 10 a partita, 39 palle recuperate totali (secondo solo a Fazio nella squadra) ma soprattutto appena 2 ammonizioni: un tuttofare di valore inestimabile, come ben sa il Direttore Sportivo Massara, che se responsabilizzato dalla fascia di capitano come nell’ultima occasione si evolve a top player di caratura mondiale.

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Luigi Rivolta

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