Serie A Player of the Week 17: Marco Parolo

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La settimana precedente ha sbattuto contro un Sorrentino in stato di grazia. Nell’ultima domenica, Marco Parolo si è rifatto con gli interessi, segnando ben quattro reti e diventando per forza di cose il primo player of the week di febbraio. In una giornata caratterizzata da gol a grappoli, il centrocampista laziale si è esaltato nella sfida col Pescara, trascinando i suoi ad un prezioso successo che riporta la Lazio in piena zona Europa. È il secondo poker stagionale, dopo quello di Mertens contro il Torino di due mesi fa, ma è il primo centrocampista della storia del calcio italiano a riuscirci (i numeri 10 come Savicevic e Rivera non contano, ovviamente). Un primato che crediamo resterà a lungo nelle mani del classe 1985 di Gallarate.

Il turno ventitre ha visto la Juventus prevalere sull’Inter (non senza qualche immancabile polemica), la Roma far un sol boccone della Fiorentina, il Napoli affossare il Bologna con ben sette reti, il Milan capitolare al Meazza con la Sampdoria, il Palermo riaprire almeno in parte il discorso salvezza dopo il successo sul Crotone e l’Atalanta sognare in grande grazie alle magie del suo capitano Gomez, quest’anno tra i più esaltanti giocatori della Serie A. Trovare il player of the week in tutte queste emozionanti gare tra Cuadrado, match winner del derby d’Italia, Dzeko, Mertens e Hamsik, autori di segnature e prestazioni da campioni, Muriel e Pellegrini, giovani che stanno mettendosi in mostra con grande merito, il già citato Gomez e Nestorovski, l’unico a cui i tifosi del Palermo non possono recriminare nulla, sarebbe stato davvero complicato. Per fortuna, con il suo storico poker ed una performance perfetta in tutti gli aspetti, ci ha pensato Parolo a mettere tutti d’accordo ed a renderci la scelta decisamente più semplice.

Titolare della Nazionale (nella quale vanta 29 presenze) agli ultimi Europei francesi, il centrocampista di Inzaghi, prima di domenica, aveva segnato solo una rete in questa stagione, anche quella in trasferta, contro la Samp. Conoscendo le sue caratteristiche e ricordando le sue prestazioni tutte ‘grinta e sostanza’, ci si meraviglia non poco a leggere le sue statistiche: 35 gol in 227 gare in Serie A, media di una rete ogni 6 partite e mezzo. Un trend sorprendente se si considera la sua consueta posizione in campo. Questi dati vanno quindi necessariamente letti con un’altra prospettiva, alla luce anche del poker di Pescara: il numero 16 laziale è fenomenale nell’inserimento in area, soprattutto di testa, grazie ad una lettura del gioco decisamente fuori dal comune.
Usa la testa, Parolo. In tutti i sensi: tre delle quattro realizzazioni allo stadio Adriatico sono arrivate proprio con zuccate precise. Analizzando nello specifico la sua gara, però, ci si accorge di quanto rapido sia anche il suo ragionamento: le palle recuperate nella partita sono state ben otto, più di tutti i colleghi in campo, e quelle perse appena una. Dimostrazione evidente di gambe svelte, di ottimo fiato, ma soprattutto di un pensiero che viaggia veloce e che gli permette di anticipare gli avversari, anche in zona d’attacco.
La certificazione di quanto appena descritto arriva dopo appena dieci minuti dal fischio iniziale di Pescara-Lazio: Felipe Anderson pennella un assist morbido all’interno dell’area piccola su cui si avventa come un fulmine il trentunenne ex Parma, che anticipa tutti i difensori pescaresi e lascia impietrito Bizzarri con un colpo di testa forte e angolato. Un minuto dopo il vantaggio, si scaglia su un bel cross di Keita ma l’incornata termina alta. Poco male: al quattordicesimo, su angolo battuto da Biglia, è lui ad impattare la palla nel cuore dell’area abruzzese, nonostante sia circondato dai giocatori di casa. Al ritorno dagli spogliatoi, con il risultato in parità, è sempre lui a far tornare avanti i suoi, riprendendo di testa la palla calciata da Milinkovic-Savic e respinta dal palo. Ancora una volta si mette in luce la sua capacità di lettura del gioco: mentre tutti prestano attenzione al possessore di palla, si libera in area e riesce in un tocco ravvicinato e comodo. Con gli avversari scoraggiati e disuniti, per la Lazio si aprono spazi in contropiede che offrono la possibilità di arrotondare il punteggio.

E mentre i tifosi bianco-celesti, nell’attesa che inizi il Festival della canzone italiana, ricordano la grandissima Mina intonando “Parolo, parolo, parolo” al 67’ il centrocampista dimostra che anche con i piedi sa essere pericoloso: il suo tiro a filo d’erba viene deviato con bravura da Bizzarri. Dieci minuti più tardi cala il poker finalizzando un’azione di rimessa con una conclusione ravvicinata di destro (finalmente un gol non di testa) che chiude definitivamente il punteggio sul 6-2. Il sorriso al triplice fischio finale (foto) comprova la consapevolezza, in Marco Parolo, di aver compiuto un’impresa memorabile che nessuno, nemmeno lui stesso, avrebbe potuto mai pronosticare. E che svela, per l’ennesima volta, quanto bello possa essere questo sport e quante pagine di storia debbano ancora essere scritte.

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Luigi Rivolta

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