Serie A Player of the Week 19: Gregoire Defrel

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Due gol in soli trenta minuti di gioco. Questo lo score impressionante dell’ultimo player of the week: Gregoire Defrel. Nato nel 1991 a Medoun, comune a sud-ovest di Parigi in cui si erge una delle maggiori sedi dell’Osservatorio della capitale francese, in stagione è già a quota dodici realizzazioni (tra campionato ed Europa League) dopo la doppietta alla Dacia Arena di Udine. Entrato al posto di Duncan al minuto 66, ha ribaltato il risultato praticamente da solo con due belle finalizzazioni, la seconda delle quali davvero magnifica per precisione e tecnica.

Giornata senza particolari sussulti la venticinquesima di serie A, iniziata venerdì con la vittoria senza patemi della Juventus sul Palermo e conclusa con il successo del Milan sulla Fiorentina al termine di una partita poco spettacolare ma allo stesso tempo emozionante. Nel mezzo, oltre ai successi agevoli per Roma e Napoli, spiccano le affermazioni dell’Inter, che prova a rientrare nella corsa alla Champions, dell’Atalanta e della Lazio, vogliose di conquistarsi un posto in Europa, e principalmente la prima gioia dell’anno del Pescara, guidato da pochi giorni da una vecchia conoscenza che non sembra mai andare fuori moda: Zdenek Zeman. Il tecnico boemo sembrerebbe rappresentare quell’elemento che può ravvivare non solo la lotta per la salvezza, ma soprattutto il torpore emozionale che da un paio di mesi aleggia sull’intero torneo. E sì, perché se da un lato la mancanza di pressione porta le squadre a giocare a viso aperto, dall’altro rischia di non creare gli stimoli necessari per lottare quando i giochi sembrano già fatti e i risultati appaiono scontati.

Il merito del Sassuolo di Eusebio Di Francesco è soprattutto lì: in una partita che aveva poco da dire in termini di classifica, la voglia di riscatto e di ben figurare ha bucato quel velo di letargo che ogni tanto si è avvertito anche nel match di Udine. Allo schiaffo secco e feroce di Fofana (al quinto gol in stagione), la squadra nero-verde ha fatto fatica a rispondere; ci è voluta tutta la voglia di Defrel di dimostrare il proprio valore per avere la meglio su una compagine da troppo tempo pigra e priva di grandi motivazioni, come quella di Del Neri.
Probabilmente, più che una voglia di dimostrare le proprie qualità, potremmo definire quello di Defrel un desiderio di tenere alti i colori di casa. E sì, perché anche se nato in Francia, Gregoire è cresciuto nel Parma, con cui ha esordito in Serie A, per poi passare tre anni a Cesena e due a Sassuolo. Insomma, eccezion fatta per una breve parentesi a Foggia, Defrel ha giocato sempre e solo in Emilia Romagna: è praticamente più emiliano che francese. Ha un legame ferreo con questa splendida regione e con i suoi tifosi, che dimostra di non voler mai deludere, nemmeno quando in palio non c’è granché. È con questa voglia, ne siamo sicuri, che è entrato nella ripresa di una partita stanca, a tratti noiosa, che poco aveva da dare al campionato di entrambe, risvegliandola letteralmente con la sua vivacità.

Lanciato a metà ripresa, Defrel ci mette appena un minuto ad entrare in partita: sul bel cross a rientrare di Pellegrini, sbuca sul secondo palo praticamente da solo e al volo infila Karnezis tra le gambe. Gol di pura coordinazione e furbizia, due delle caratteristiche più apprezzate di questo giovane attaccante. Nove minuti più tardi, al 34’, riceve palla da Berardi a circa venticinque metri dalla porta avversaria: si sistema il pallone con grande rapidità e lascia andare un sinistro beffardo che non lascia scampo al portiere, impietrito. L’azione è da incorniciare: tutto in velocità, non dà modo alla difesa di contrastarlo e allo stesso tempo all’estremo difensore di piazzarsi per tentare il tuffo. Il suo gesto è tanto sopraffino quanto imprevedibile da lasciare tutti spiazzati. Un’azione da applausi che sancisce la rimonta e regala tre punti al Sassuolo che portano la sua firma esclusiva. L’ennesima prova di un ragazzo finito nel mirino di molte grandi società, Roma in primis, che in lui intravedono la luce di una stella. Da un piccolo comune francese, sede di un osservatorio astronomico di fama mondiale, ad astro nascente del calcio, la strada è breve. E passa dall’Emilia.

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Luigi Rivolta

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