Serie A Player of the Week 22: Alejandro Gomez

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El ‘Papu’ Gomez è l’eroe della trentesima giornata di Serie A, grazie ad una tripletta fantastica e ad una prestazione super. Le motivazioni, la voglia e le ambizioni mettono le ali e spingono chiunque nelle più grandi imprese. L’Atalanta di quest’anno, oltre ad aver messo in mostra giovani che saranno i protagonisti del calcio futuro, sta volando sulle ali dell’entusiasmo verso una qualificazione in Europa che potrebbe avere un valore storico, sorretta da un pubblico entusiasta e sempre vicino. Al Marassi di Genova, sponda rossoblu, dove tra le grandi solo la Roma ha trovato i tre punti, la squadra di Bergamo vince in scioltezza con un 5-0 devastante, dimostrando una maturità che il mister Gasperini è stato bravissimo ad inculcare ai suoi ragazzi. Approfittando del tonfo casalingo dell’Inter, la Dea si porta così al quinto posto in solitaria con tre lunghezze di vantaggio sui nerazzurri, ed aumenta anche di due punti il distacco sul Milan, settimo.

Mentre va in scena il Papu Show, il campionato vive di pochi momenti di spettacolo, con partite che hanno poco da dire al torneo: la Fiorentina supera il Bologna nel finale grazie a Babacar, le doppiette di Falcinelli e Ionita portano due successi in trasferta per il Crotone ed il Cagliari, mentre il Milan si fa fermare sul pari dal Pescara, complici le disattenzioni difensive di Paletta e Donnarumma (alla prima vera papera in carriera: gliela perdonano tutti). Le gare più interessanti vedono Lazio e Roma vittoriose sabato in attesa del ritorno di Coppa Italia e la Sampdoria corsara al San Siro, dove l’Inter si fa recuperare e superare, lasciando praticamente ogni residua speranza di terzo posto. Il match clou di giornata, in programma nella serata di domenica, è timbrato da due centrocampisti di caratura internazionale come Khedira e Hamsik: la Juventus resiste agli attacchi del Napoli al San Paolo, dove va in scena il ritorno di Higuain nel suo vecchio stadio, accolto con fischi ed ironia dal pubblico, ma più che altro dove la Vecchia Signora blinda il primato con una prova difensiva maiuscola, risparmiando parecchie energie in vista dei prossimi delicatissimi impegni di Coppa Italia (la semifinale di ritorno a Napoli dopo appena tre giorni dal match di campionato) ma soprattutto della Champions League.

Steph Curry continua a siglare triple su triple, Alejandro Gomez ne rifila una al Genoa. Il risultato è uguale: entrambi Player of the week. Il numero 30 di Golden State sta rivoluzionando uno sport intero, trascinando la sua franchigia verso risultati storici; il numero 10 nerazzurro sta guidando i suoi verso la conquista di una competizione nella quale l’Atalanta manca da esattamente ventisei anni. Al Marassi, la partita viene illuminata dal bagliore di Conti, protagonista di una rovesciata fantastica che apre il punteggio. A guidare la carica è però sempre il Papu, quest’anno autore di una stagione sorprendente: alla mezzora del primo tempo spiazza Rubinho dal dischetto, capitalizzando il penalty concesso per atterramento di Petagna. A cavallo dei due tempi, si scatena un tornado praticamente inarrestabile verso la porta rossoblu: il Grifone viene attaccato da ogni parte, con i vari Petagna, Kurtic e Spinazzola che feriscono la fiera senza pietà. Così come fa il capitano nerazzurro, capace di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto dopo una bella cavalcata del compagno Kurtic. La tripletta personale arriva dopo la rete del solito Caldara: con una fame atavica tipica di chi non assaggia palcoscenici continentali da quasi trent’anni, l’atalantino si fionda sull’assist di Kessiè, controlla e buca il povero Rubinho, che dovrà dimenticare presto il pomeriggio di domenica. Grazie a questa banda terribile, i tifosi orobici festeggiano la cinquina al Genoa, commossi per un cammino positivo che non vedevano da anni, e finalmente tornano ad idolatrare un nuovo idolo. Siete mai entrati nei club dei tifosi dell’Atalanta a Bergamo? Sono pieni di immagini degli anni ‘80/’90 con un protagonista su tutti: Glenn Peter Stromberg. Trent’anni dopo, il nuovo eroe di Bergamo non è alto 191 centimetri e non viene dalle terre del Nord, eppure siamo sicuri che, se la classifica finale dovesse essere questa, sotto alle foto di uno svedesone che stringe la mano a Maradona, tra altri trent’anni ci sarà quella di un piccoletto argentino, magari mentre viene preso in braccio dai compagni dopo uno dei tanti successi stagionali.

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Luigi Rivolta

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