Sho-Time!

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Siamo alla vigilia di un All Star Game unico nella storia: mai infatti, dalla nascita della “partita delle stelle” datata 1933, un giocatore era stato al tempo stesso lanciatore partente e leadoff del lineup della stessa squadra. Quello che farà stanotte lo straordinario Shohei Ohtani.

Shohei Ohtani festeggiato dai compagni dopo un hr

Da quando Gianluca mi ha chiesto un articolo su Shohei Ohtani ci ho messo quasi 3 settimane per scriverlo. In questo lasso di tempo ho visto molte sue partite e letto tanto sulla sua storia, per cercare di capire completamente l’impatto che sta avendo sulla Major League.

Lo ricordavo nel suo debutto assoluto come lanciatore con gli Angels, due anni fa. Mi sembrava un gigante che doveva sgranchirsi le ossa e mi chiedevo se avrebbe retto l’impatto con il baseball di quel livello.

Poi c’è stato il suo infortunio, operazione, stagione finita.

Poi il corona virus.

Qualche giorno fa, l’ho visto battere una palla al 4 anello del Mobile-T Park, vicino a 3 persone incredule, che avevano comprato i biglietti economici, consapevoli di trovarsi lontani dalle riprese del pubblico e dall’azione più viva. Ed invece la storia è andata da loro, sotto forma di una palla da baseball rimbalzante sugli spalti, proveniente da 463 piedi di distanza. Mittente: Shohei Ohtani.

Ho deciso che era arrivato il momento di approfondire il fenomeno che sta marchiando a fuoco la stagione 2021.

Come sapete, nel baseball moderno i lanciatori sono iper-specializzati nel loro ruolo e spesso non battono proprio, per lasciargli il focus sulla parte per cui sono (stra)pagati.

Ohtani è un lanciatore eccezionale, dominante. Per darvi un esempio, ha annichilito i Boston Red Sox in una partita, lanciando quasi il 75% di strike, alternando palle veloci e curve incredibili.

Ma ha anche il record di fuori campo della stagione, 33, incluso quello stellare contro i Seattle Mariners, descritto poco sopra.

Nessuno pensava che nel baseball del ventunesimo secolo ci sarebbe vista una cosa del genere: un lanciatore di tale livello, che però è anche un battitore eccezionale.

L’ultimo atleta ad essere utilizzato in entrambi i ruoli fu la leggenda Babe Ruth, nelle stagioni 1918-19.

Il lanciatore, quando batte, è nono (ossia ultimo nel line-up), non ci si aspetta granchè da lui. Nell’American League si utilizza il battitore designato, ossia qualcuno che batte al posto del lanciatore. Cioè, non lo si vede proprio cimentarsi in questa fase di gioco.

Invece, Ohtani lancia, batte e corre con l’entusiasmo di un bambino che sta giocando nel ballpark dietro casa. Con la piccola differenza, che sta infrangendo i record delle stelle tra i professionisti, oscurando un certo Mike Trout, cioè colui che fino all’inizio di questa stagione era considerato il miglior giocatore contemporaneo (peraltro i due sono compagni di squadra nei Los Angeles Angels).

Dopo una pandemia, originata in Cina, che ha sconvolto il mondo e causato diversi problemi di odio e discriminazione verso gli asiatici, nello sport più tipicamente americano, esplode proprio un atleta asiatico: i miracoli del baseball.

Inutile dire che è diventato un modello positivo di riferimento per tutti i giovani, ed ovviamente asiatici in particolare, dando forza a comunità tanto numerose, quanto poco rappresentate nella società.

Lo vedremo stasera all’All-Star Game, dove lancerà ed ovviamente batterà.

It’s Sho-Time!

P.S: Per un parallelo calcistico, visto i giorni in cui siamo, un po’ come se uno fosse non solo uno dei migliori portieri, ma anche il capocannoniere del campionato. Scusate se è poco.

Autore

Davide Garzia

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