Stanley Cup ’17: furia Predators ma gara 1 è dei Penguins

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I Penguins si aggiudicano la gara d’apertura delle Stanley Cup Finals ma, risultato a parte, non escono dal ghiaccio col petto gonfio d’orgoglio per la prestazione offerta. La spuntano 5-3, infatti, dopo essersi fatti rimontare tre reti di vantaggio al termine di un assedio dei Predators lungo un tempo e mezzo (tutto il secondo e metà del terzo), vincendo solo grazie alla sassata solitaria di Guentzel, che a poco più di 3′ dalla fine li riporta sul 4-3. L’ultima rete, segnata da Bonino in empty net, serve solo a risparmiare ai tifosi di casa ulteriori patemi sul fil di sirena.

Il primo periodo sembra già chiudere la partita, visto che si conclude sul 3-0 per i Penguins, che però dopo 7’13”, sullo 0-0, erano passati in svantaggio per un tiraccio di Subban, annullato poco dopo per un fuorigioco millimetrico sull’assist precedente. Passato lo spavento, Pittsburgh si scuoteva e viveva il suo momento migliore, ritrovando calma e geometrie in grado di sottrarre i suoi assi al pressing asfissiante di Nashville. Una doppia penalità dei Predators offriva il vantaggio su un piatto d’argento dopo 13’50”, rete di Malkin in 5 contro 3. Da lì, in 4’11”, i Penguins triplicavano il loro vantaggio, raddoppiando con Sheary (assist al bacio di Kunitz) ed infine andando al 3-0 grazie all’autorete di Ekholm.

Tutto finito? Con altre squadre, forse, ma certo non con questi Predators, capaci di tornare sul ghiaccio come delle furie per giocare un secondo periodo splendidamente arrembante, che già dopo 7’21” li ripaga con la rete della speranza segnata da Ellis in power play. Il tempo finisce con minuti di assedio, Pittsburgh sbanda paurosamente ma Murray la tiene in piedi con un paio di interventi clamorosi prima del secondo riposo.

Il terzo periodo si apre con lo stesso spartito: Nashville a fare la partita e Pittsburgh a controllarla provando a ripartire in contropiede. I Penguins tengono bene fino a metà tempo, rendendosi anche pericolosi in un paio di occasioni, ma il power play di Nashville è ancora mortale per loro e Sissons li punisce con il 3-2, deviando sottoporta un tiro di Josi. Passa un minuto e mezzo e Subban commette una sciocchezza, regalando 2′ di power play ai Penguins per un delay of the game, ma Pittsburgh è passiva, si accontenta di controllare anche con l’uomo in più, e appena tornati in parità numerica viene punita ancora una volta, stavolta da Gaudreau, liberissimo di concludere nel cuore di una difesa troppo molle e distratta: 3-3. La folla della PPG Arena è ammutolita, e poco dopo addirittura terrorizzata, quando Nashville colpisce un clamoroso palo a 4′ e mezzo dalla fine!

Il furore di Nashville non accenna a placarsi, Subban e compagni capiscono di avere dalla loro il manico della partita e provano a vincerla subito, senza accontentarsi di rimandare tutto ai supplementari. Commettono però l’errore di scoprirsi troppo, e vengono colpiti inaspettatamente da Jake Guentzel, il fenomeno di 23 anni giunto alla decima rete in questa postseason. Lanciato sulla linea blu, Guentzel scatta verso la porta, il difensore di Nashville lo affronta costringendolo ad allargarsi a destra ma, proprio quando sembra intenzionato ad attendere i compagni, Guentzel ha un sussulto di puro istinto, ritrova l’equilibrio e lascia partire un tiro potentissimo, dritto nel sette dell’incolpevole Rinne. Delirio per Pittsburgh, raddoppiato dalla consapevolezza di essersela vista davvero brutta. A un minuto dalla sirena finale arriva anche il sigillo di Nick Bonino, ma a quel punto era già finita. 1-0 Penguins, dunque, e stanotte si torna sul ghiaccio per gara 2.

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Gianluca Puzzo

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