Stanley Cup ai Kings: le cifre di una squadra che cambia volto nei playoff

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Kings-parade_postCon la vittoria di gara 5 al secondo tempo supplementare i Los Angeles Kings hanno chiuso 4-1 la finale della Stanley Cup 2014, aggiudicandosi così il titolo NHL, il secondo della loro storia dopo quello del 2012. Ai Rangers va dato atto di avercela messa davvero tutta, ma di essere stati un po’ meno in forma e un po’ meno fortunati degli avversari, autori di uno strepitoso mese e mezzo di post season. Anche in gara 5, New York ha rimontato con orgoglio, passando dallo 0-1 al 2-1 al termine del secondo periodo, ma i Kings, senza scomporsi più di tanto, li hanno via via schiacciati, prima pareggiando e poi trovando il gol del titolo grazie a Martinez, un difensore non nuovo a queste prodezze.

Mentre per le strade di L.A. impazza la parata dei vincitori, con quasi mezzo milione di tifosi in delirio, mi pare interessante analizzare le statistiche conclusive di questi playoff, confrontandole con quelle della regular season. Emergerà, come vedrete, l’incredibile esplosione dei Kings nei playoff, quasi due squadre diverse tra regular e post season: un’esplosione che ha sorpreso tutti ma che è tipica delle squadre esperte che, con un po’ di fortuna, riescono a gestire al meglio le proprie forze, concentrandole nel momento di maggior necessità. Tutto il contrario dei Boston Bruins, i veri grandi sconfitti di questa stagione, protagonisti di una stagione regolare da record e poi scoppiati al secondo turno contro Montreal (la miglior sopresa del 2014). I campioni uscenti di Chicago hanno vissuto una stagione travagliata da tantissimi infortuni, ma bene o male sono arrivati fino alla finale di Conference, quindi il loro bicchiere può dirsi comunque mezzo pieno.

Ma torniamo ai Los Angeles Kings dai due volti: la regular season (46 vinte e 36 perse, di cui 8 in overtime) ci aveva mostrato una squadra difensiva e gestionale, che subiva poco (2.05 gol presi a partita e 26.2 tiri) ma che produceva quasi altrettanto poco, con il 26.mo attacco su 30 squadre (2.42 gol a partita con 31.6 tiri). Il power play, cioè i gol fatti in superiorità numerica, era di una pochezza imbarazzante con un misero 15% di positività, un valore da fondo classifica. Ovviamente buono, vista la gran difesa, il penalty killing, cioè la capacità di non subire gol in inferiorità numerica, con l’83.1% di positività. Infine, due dati che sarà bene teniate a mente: in regular season i Kings vincevano il 69.2% delle partite quando segnavano per primi (quindi una volta su tre venivano rimontati e battuti) e addirittura solo il 33.3% quando subivano il primo gol (cioè perdevano due volte su tre in caso di svantaggio iniziale).

Ora vediamo i numeri dei gemelli fenomeni dei Kings raccontati finora, quelli scesi in campo nei playoff, dalla gara 4 del primo turno in poi. Arriva la post season e, in men che non si dica, L.A. è già con le valigie pronte per le vacanze: i San Jose Sharks volano 3-0 subissandola di gol (17 contro solo 8 subiti). E’ a questo punto che i Kings cambiano volto: da lì fino al titolo vinceranno 16 partite su 25, divenendo una squadra offensiva e con una mostruosa fiducia nei propri mezzi che le consentirà di rimontare anche le situazioni più compromesse. Concederà qualcosa in più in difesa, è ovvio, ma senza smarrire le proprie radici e, soprattutto, con un portiere come Quick che saprà sbrogliare i momenti più difficili. Le cifre dei Kings nei playoff parlano chiaro: i gol segnati a partita passano da 2.42 a 3.38 (!!), i tiri fatti da 26.2 a 32.3, il power play dal 15 al 23.5%! Per contro, il penalty killing rimane immutato (da 83.1 a 83.3%), mentre gol e tiri subiti aumentano ma entro limiti più che accettabili (da 2.42 a 2.69 i gol, da 26.2 a 30.1 i tiri). In ultimo, restano le cifre che a mio parere meglio testimoniano la strepitosa tenuta mentale e fisica dei Kings in questi playoff: le vittorie dopo aver segnato per primi sono passate dal 69.2% all’83.3% (quindi chi prendeva il primo gol rimontava meno di una volta su cinque) e le vittorie dopo aver subito il primo gol sono cresciute dal 33.3 al 43%, due incrementi pazzeschi, se si considera l’intensità con cui tutte le squadre giocano nei playoff. Onore a questi Los Angeles Kings, quindi, entrati nei playoff quasi a fari spenti ed usciti da fortissimi vincitori.

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Gianluca Puzzo

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