Stanley Cup Finals 2022: i Lightning si rialzano, per Colorado è l’ora dei dubbi

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Tornati sul ghiaccio amico, i campioni in carica si ritrovano e stravincono 6-2 gara 3 delle Finals, rimontando la rete iniziale di Landeskog e riaprendo la serie sull’1-2. Benissimo Kucherov, Stamkos, Palat, Perry e Maroon, mentre per gli Avalanche inizia il balletto tra i portieri, con Kuemper sostituito da Francouz a metà partita. Domani notte si gioca gara 4, ancora in Florida.

Il ritorno delle Stanley Cup Finals a Tampa Bay ci regala almeno una certezza: abbiamo ancora una finale da vedere. Dubbio più che lecito, dopo la carneficina di gara 2, con un 7-0 Avalanche che suonava come un “de profundis” per i campioni in carica. E invece eccoli risorgere, nuove Fenici più che Fulmini, così com’era accaduto nella finale di Conference contro i Rangers: dopo aver perso le prime due partite della serie ed essere in svantaggio anche in gara 3, ecco che i ragazzi di Jon Cooper trovano il carattere per rialzarsi e andare a vincere, anzi a stravincere con un parziale di 5-1 per il 6-2 finale. Il gap numerico è probabilmente una punizione eccessiva per gli Avalanche, che hanno lottato con veemenza fino all’ultimo secondo, tanto da concludere il match con 39 tiri effettuati a fronte dei 31 di Tampa, ma al di là della sconfitta in sé sono altri i campanelli d’allarme squillati in casa di Bednar: per la prima volta Tampa non ha perso dischi in uscita, neppure nei due gol subiti, e questo indica che Hedman & Co. hanno finalmente trovato le contromisure per far pattinare a vuoto gli avversari, con conseguente dispendio di energie e calo progressivo d’intensità del pressing. Il secondo problema, ne avevamo scritto alla vigilia, potrebbe essere quello dei portieri: Kuemper, partito titolare anche ieri, subisce 5 gol in 22 tiri e, a metà del secondo periodo, viene sostituito da Francouz, che conclude dignitosamente il match. Chi partirà in gara 4? E con quale serenità potrà giocare sapendo che verrà sostituito in caso di debacle (anche non necessariamente per colpa sua, come ieri Kuemper)? Cominciano le scelte pesanti per Bednar, non c’è dubbio. Cooper, tanto per non andare lontano, ha tenuto in campo Vasilevskiy anche nella disastrosa gara 2: “si vince e si perde insieme” aveva risposto lapidario il coach di Tampa dopo quella partita a un giornalista che gli chiedeva perché non avesse risparmiato alla sua stella l’umiliazione di sette reti.
Gara 3 è stata molto bella per lunghi tratti, con Tampa partita a testa bassa ma che prima viene salvata da un miracolo di Vasilevskiy e poi dal “Var”, su challenge di Cooper, che annulla la rete di Colorado per un offside millimetrico in

partenza. È ancora il power play a premiare gli Avalanche, che stavolta passano in vantaggio per davvero con Landeskog, rapace sotto porta, dopo 9’20” del primo periodo. A quel punto i Lightning sono nuovamente sull’orlo del baratro, sotto di due partite e di un gol, ma la reazione è da squadra di grandissimo spessore tecnico e morale: dopo 13′ pareggia Cirelli in azione solitaria, altri due minuti e arriva il 2-1 con Palat, che conclude in rete un incrocio meraviglioso con Stamkos. Nel secondo periodo la musica non cambia: Colorado si butta avanti, pressa alto fino allo sfinimento, ma quando la tecnica superiore consente a Tampa di uscire dal proprio terzo difensivo, allora ecco aprirsi praterie ghiacciate davanti ai pattini dei suoi attaccanti. Dopo solo un minuto e mezzo Colton recupera un disco in avanti e serve subito l’assist a Paul, che sigla il 3-1. Dopo 4′ 20″ Vasilevskiy commette un errore in disimpegno, poi si riscatta con una parata mostruosa in stretch ma su quell’occasione gli Avalanche si scuotono, costruiscono altre occasioni e alla fine, dopo 4’33”, segnano ancora in power play e ancora con Landeskog. La partita si riapre per circa tre minuti, poi sale in cattedra la classe delle stelle di Tampa e resta solo da applaudire: Stamkos sigla il 4-2 con una piroetta a 360° per liberarsi della marcatura prima di tirare, Maroon segna il 5-2 con una fuga solitaria e un dribbling stellare su Kuemper, e infine inizia a funzionare anche il power play di Tampa, con Perry autore del 6-2 in superiorità numerica. E siamo ancora alla fine del secondo periodo. L’ultimo terzo di gara viene giocato per lunghi tratti a una porta sola, con gli Avalanche decisi a onorare fino in fondo la partita e Tampa attenda a difendersi senza sprecare troppe energie a spasso per il campo. Vasilevskiy sale in cattedra e alza la saracinesca davanti alla grandinata di dischi in arrivo, mentre dall’altra parte Perry si mangia un gol da solo in power play e a un minuto dalla fine Hedman coglie un palo con un missile dalla distanza. Sirena finale e tutti in attesa di gara 4, domani nella notte italiana, ancora a Tampa. Lì capiremo davvero se l’aria di queste Finals sta cambiando direzione.

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Gianluca Puzzo

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