Super Bowl LV: corri Pat, corri

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Analisi tecnico-tattica di quel che vedremo nel Super Bowl di domenica tra Buccaneers e Chiefs: dalla necessità di extra yard per i ricevitori di Brady alla linea offensiva rattoppata dei Chiefs, che obbligherà Mahomes ad una grande partita di scamble.

Tampa Bay contro Kansas City, o Buccaneers contro Chiefs, oppure ancora il GOAT contro il Baby GOAT. Il Greatest Of All Times, Tom Brady (43 primavere), 6 titoli vinti e 10 Super Bowl giocati, uscirà vincitore anche da questa battaglia contro colui che sembra avere le stimmate dell’erede? A soli 25 anni ed in sole 4 stagioni NFL, Pat Mahomes ha già vinto un titolo, si appresta a giocare un altro Super Bowl, ha un record di 38-8 nella regular season e di 6-1 nei playoff, e in questa stagione ha un misero 1% di intercetti subiti e di 3,6% di sack, a fronte di 4.740 yard lanciate e 38 touchdown. Numeri da capogiro per l’MVP dello scorso Super Bowl, capace di sfilare dodici mesi fa dalle tasche dei 49ers una partita già vinta e di riportarla clamorosamente nelle mani dei suoi Chiefs. Una caratteristica, quella della rimonta, che è rimasta nel DNA dei campioni in carica anche in questi playoff, in cui si sono trovati sotto due volte in partenza, per poi rimontare e vincere con agio. Ma l’impressione d’incontenibile potenza che hanno dato quando si sono messi in moto è stata talmente disarmante da causare (scommettiamo) non poche notti insonni al coaching staff dei Buccaneers. Brady può contare sulla grandissima qualità dei suoi ricevitori (Evans, Godwin, Brown e Gronkowski) e su due running back ben assortiti (Jones e Fournette), e la produzione di punti del suo attacco è lì a dimostrarlo: 37 punti di media nelle ultime quattro partite (tutte vinte) di regular season, 30 nelle tre vittorie esterne di postseason che li hanno condotti al Super Bowl. Stavolta, però, Brady dovrà accorciare il raggio dei suoi lanci, perché le secondarie dei Chiefs sono davvero pericolose, con Mathieu e Breeland in possesso di talento, esperienza e mani per intercettare il GOAT al minimo errore di misura. Più giocabile appare il corto raggio, visto che la front seven dei Chiefs è valida nel contenimento delle corse ma un po’ meno nella pass rush.

Brady avrà quindi bisogno di un po’ di extra yard, quelle guadagnate dopo la ricezione del pallone, da parte dei suoi compagni, per giocare in sicurezza e al tempo stesso muovere la catena con continuità. Perché di una cosa siamo pressoché certi: sarà una partita ad alto punteggio. Troppo ampia la forbice qualitativa tra gli attacchi e le difese della controparte, vuoi per carenze strutturali (difesa Chiefs) vuoi per inesperienza e assenze di peso (difesa Buccaneers). È facile prevedere numeri alti nelle statistiche individuali di entrambi i qb, quindi sarà importante il rendimento nella red zone, perché ogni field goal potrebbe pesare più per i quattro punti persi che per i tre messi a tabellone. L’attacco di Kansas City avrà il problema della linea offensiva, composta da rincalzi in quattro posizioni su cinque a causa di infortuni e Covid, ed è quindi prevedibile che la pass rush di Tampa possa far breccia frequentemente, con il peso specifico di Vea e Suh o con la velocità esplosiva di Barrett e soprattutto Pierre-Paul. Ma questa situazione, che costringerà quindi Mahomes a correre spesso fuori dalla tasca, è ben lungi dall’essere rassicurante per la difesa dei Buccaneers, per il semplice motivo che il qb dei Chiefs è il numero 1 assoluto nelle situazioni di scramble. Agile come un’anguilla, imprendibile per i pesanti difensori avversari, Mahomes si esalta nelle situazioni di campo aperto, in cui può scegliere fino all’ultimo attimo se passare o correre in prima persona, facendo impazzire i difensori avversari. In più, i suoi due bersagli preferiti, Travis Kelce e Tyreek Hill, hanno il fenomenale talento di saper trasformare ogni ricezione in un potenziale big play: Kelce è stato di gran lunga il miglior tight end del campionato, con quasi 1.500 yard ricevute, mentre Hill può vantare una splendida media di 14,7 yard guadagnate per ciascuna ricezione. Una partita a sportellate, quindi, dove vince chi osa e segna di più, e non chi gioca col cronometro o fa calcoli troppo presto. E in una partita così, non oso pronosticare perdente uno showman come Mahomes.

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Gianluca Puzzo

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