Super Bowl LVIII: al festival degli errori si riconfermano i Chiefs in overtime

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Un Super Bowl tanto bello per il punteggio equilibrato quanto brutto dal punto di vista tecnico, con ben 7 fumble complessivi e tanti errori di esecuzione. A spuntarla, in rimonta nel finale regolamentare e nell’overtime, sono i Kansas City Chiefs, che si riconfermano campioni (e ovviamente Mahomes MVP) come non accadeva da vent’anni in NFL. Sconfitta amara per i 49ers, avanti per quasi tutto il match, che devono però recriminare solo con sé stessi.

Il primo Super Bowl ospitato da Las Vegas fa sorridere i Kansas City Chiefs, che conquistano al termine di un match carico di tensione (e di errori) il loro secondo Vince Lombardi Trophy consecutivo, il quarto della storia, il terzo negli ultimi cinque anni di quella che ormai si può giustamente definire una dinastia. Curiosamente, le fondamenta di questa squadra super vincente poggiano sullo stesso trio (coach, quarterback e tight end) di quella, ancor più vincente, dei New England Patriots: lì avevamo Belichick-Brady-Gronkowski, qui abbiamo Reid-Mahomes-Kelce. I Chiefs, come avevamo pronosticato, vengono fuori trionfatori dal match ideale per le loro condizioni attuali, con poche segnature, con difese dominanti (e loro hanno la migliore) e con Mahomes messo in condizione di vincere con un solo drive decisivo, specialità in cui è inarrivabile nella NFL attuale. E tanto gli basta per prendersi anche il premio da MVP, pur chiudendo il match con numeri tutt’altro che strabilianti (34 su 46 per 333 yard, due td e un intercetto, 99,3 di rating), ma sfoderando il meglio del suo repertorio nell’imperioso drive che ha chiuso l’overtime. Ancor meno strabiliante, del resto, è stato il suo omologo Purdy (23 su 38 per 255 yard, un td e 89,3 di rating), apparso timido, preoccupato di non sbagliare più che di andare realmente a “mordere” la partita. Sarà il tempo a dirci se questo atteggiamento è stato solo figlio dell’emozione della prima volta o se è un limite ben preciso del giocatore. Quanto a sbagliare, ci hanno pensato in abbondanza i suoi compagni, tra il fumble in apertura di McCaffrey, quello devastante di McCloud su punt return e quello alla lunga decisivo del kicker Moody, capace di realizzare due field goal da oltre le 50 yard ma anche di mancare un facile extra point che avrebbe costretto i Chiefs, nel finale dei tempi regolamentari, a dover andare in end zone, anziché accontentarsi di pareggiare con un field goal. Una sconfitta molto dolorosa per i 49ers, che inizia a gettare ombre anche sulla gestione Shanahan (tre SB giocati e tutti persi, tra San Francisco e Atlanta) nei momenti in cui le decisioni pesano davvero, tanto più che questi Chiefs sembravano davvero alla portata dei suoi, a patto di riuscire a mettere la partita sui binari a loro più congeniali, manovra miseramente fallita.
L’avvio di partita vede i 49ers più pronti, sia in difesa, dove costringono i Chiefs a due punt consecutivi, sia in attacco, dove però non riescono a concretizzare nell’opening drive a causa di un fumble di McCaffrey. Per la prima segnatura del match bisogna attendere l’inizio del secondo quarto, quando Moody piazza tra i pali un field goal da 55 yard (0-3). Nel drive seguente Mahomes pesca Hardman lunghissimo ma Kelce, libero anche lui, tornato in panchina si infuria contro il suo coach, arrivando perfino a spintonarlo, che riesce a non cadere e riprende il suo ruolo con incredibile imperturbabilità. I Chiefs sono a 5 yard dalla end zone, ma Pacheco commette un fumble, subito

ricoperto dalla difesa, e vanifica tutto. San Francisco allunga poco dopo, segnando il td dello 0-10 con McCaffrey, al termine di un trick play in cui Purdy imbecca Jennings che, anziché correre, lancia sull’altro lato del campo, trovando libero il suo running back. Kansas City prova a reagire, ma un sack di Armstead ferma Mahomes sulle 18 yard, costringendolo ad accontentarsi del field goal del 3-10 a pochi secondi dall’intervallo. I 49ers sembrano partire meglio anche nel secondo tempo, quando Brown spezza il drive degli avversari intercettando Mahomes, ma l’attacco dei californiani è freddo, e infila una sequela di punt che daranno ai Chiefs il tempo per risvegliarsi e rientrare in partita. KC si avvicina sul 6-10 con un field goal da 57 yard di Butker e si vede poi servire su un piatto d’argento l’occasione per il sorpasso, con McCloud che perde il pallone su un ritorno di punt e concede a Mahomes la chance di iniziare il drive a sole 16 yard dalla end zone avversaria: i Chiefs ringraziano e segnano subito con Valdes-Scantling per il 13-10. A cavallo tra la fine del terzo e l’inizio dell’ultimo quarto, San Francisco realizza il miglior drive della sua partita, salvandosi con Kittle su un 4&3 e segnando con Jennings, ben trovato da Purdy in end zone; è il controsorpasso del 13-16, ma la gioia è parzialmente rovinata dal banale errore di Moody sull’extra point, un punto in meno che, alla fine dei giochi, sarà d’importanza capitale. I Chiefs pareggiano nel drive seguente con il calcio del 16-16, poi Moody centra i pali da 53 yard per il 16-19 49ers con meno di due minuti da giocare, ma l’ultimo drive di Mahomes è splendido: disinnesca personalmente un pericoloso 3&7, poi trova Kelce portando i suoi nel raggio di un comodo field goal, puntualmente realizzato da Butker dalle 29 yard con 6″ sul cronometro. 19 pari e tutto da rifare, si va all’overtime. Fred Warner vince il sorteggio per San Francisco e sceglie di attaccare per primo, dando il via a un lungo e farraginoso drive dei suoi compagni, che con Kittle infortunato e Samuel a mezzo servizio si affidano ora quasi esclusivamente a McCaffrey, nella doppia veste di running back e ricevitore. I 49ers si salvano anche grazie a una flag favorevole e pur senza brillare arrivano sulle 17 yard, con un 4&4 su cui Shanahan dà ordine ai suoi di andare per i pali anziché giocare alla mano per cercare la end zone. Decisione fin troppo saggia e conservativa (ma col senno di poi siamo tutti bravi, è ovvio), che però non tiene conto del fatto che dall’altra parte c’è Pat Mahomes, il migliore in assoluto quando si tratta di imbastire winning drive. E così, San Francisco segna il field goal del 19-22, ma la replica dei Chiefs è un drive ai limiti della perfezione, in cui Mahomes corre in prima persona sia su un 4&1 che, successivamente, su un 3&1, portando il pallone fino alle 13 yard dei 49ers. Una ricezione di Kelce arriva fino a -3 yard, quindi il colpo di grazia, con il lancio in end zone per Hardman che segna comodamente il td del 25-22 che chiude il match e la stagione, riconsegnando il Vince Lombardi Trophy tra le mani di questi rocciosi Kansas City Chiefs.

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Gianluca Puzzo

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