“The Express” Nolan Ryan, potenza fuori controllo

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Nolan-Ryan_postDai no-hitter a Nolan Ryan il salto è breve ma, visto che in questo momento la MLB è bloccata dal carrozzone circense dell’All Star Game, mi pare che raccontare un po’ di gloria passata sia più interessante di un banale presente.

Lanciatore destro dotato di una veloce violentissima (regolarmente intorno ai 160 km/h) che gli vale il soprannome e di una curva quasi altrettanto pericolosa, Nolan Ryan è autore di una carriera sicuramente straordinaria per longevità (27 stagioni in MLB, dal 1966 al ’93) ma che dal punto di vista “qualitativo” ha visto contrapporsi nel tempo due scuole di pensiero: quella che lo considera un top player che ha vinto poco a causa di squadre poco competitive e quella che invece vede in Ryan un talentuosissimo “fireballer” che però non ha mai saputo evolvere il proprio stile di gioco e che ha sempre privilegiato i soldi alla qualità nella scelta delle franchigie in cui giocare.

Nella sua interminabile carriera, Nolan Ryan ha vestito quattro casacche: quella dei N.Y. Mets (1966-1971), dei California Angels (1972-1979), degli Houston Astros (1980-1988) e per finire quella dei Texas Rangers (1989-1993), squadra di cui oggi è proprietario, approdando però alle World Series solo una volta, nel ’69 con i Mets, vincendole. Un po’ poco, per l’unico giocatore della storia ad aver giocato 27 stagioni in MLB.

Il record più famoso e impressionante dell’uomo da Refugio, Texas, è certamente quello all-time degli strikeout: 5.714, ancor più strabiliante se si pensa che il secondo in classifica, il fortissimo Randy Johnson, non arriva neppure a 5 mila. Ryan è anche il recordman dei no-hitter (a quota 7), degli one-hitter (12, ex aequo con Bob Feller), ha la più bassa media di valide concesse per 9 inning (6,56 su 5.386 inning lanciati), la media battuta dei suoi avversari contro di lui è un misero 204 e la media bombardieri un mediocre 298. Ryan ha preso parte otto volte all’All Star Game ed è stato eletto a furor di popolo nella Hall of Fame. Fin qui, insomma, stiamo parlando di un lanciatore semplicemente ingiocabile per gli avversari.

Ma allora come si spiega che Ryan abbia concluso la propria carriera con una percentuale di vittorie solo di poco superiore al 50% (324-292)? La mancanza di controllo, dovuta alla superlativa velocità dei suoi lanci, ha fatto di Ryan il detentore anche di diversi record negativi, primo tra tutti quello delle basi su ball concesse (2.795), anche qui con un abisso di vantaggio sul secondo in classifica, Steve Carlton, tant’è che la percentuale totale di arrivo in base dei battitori avversari è decisamente alta, 309. Ad “aggravare” la situazione di Ryan c’è anche il suo record assoluto di wild pitch (277) e il nono posto in classifica riguardo ai battitori colpiti (e quindi spediti di diritto in prima base), a quota 158, e le già citate 292 partite perse costituiscono un record imbattuto dal 1920 ad oggi.

Come recitava un slogan pubblicitario di qualche anno fa, “la potenza è nulla senza controllo”, e per “The Express” le gomme sono state lisce un po’ troppo spesso, senza dubbio. Ma, diamine, 27 anni sul monte di lancio a tirar fulmini a 160 orari, e più di 5 mila strikeout messi a segno contro tre generazioni dei migliori battitori del pianeta… giù il cappello.

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Gianluca Puzzo

Un commento

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  • Non sono un appassionato di baseball (non l’ho mai seguito e non conosco le regole) ma leggendo il tuo articolo su Ryan viene voglia di seguire questo sport così “americano” per apprezzarlo fino in fondo.

Gianluca Puzzo

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