The Italian Job

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Sono tanti gli allenatori italiani che stanno facendo bene oltre i confini, tra questi c’è Enzo Maresca impegnato in Inghilterra a portare il Leicester fuori dal purgatorio della Championship dov’è retrocesso al termine della scorsa stagione, per una carriera che promette tante soddisfazioni.

Era la stagione 2015-16 quando il Leicester di Claudio Ranieri, giornata dopo giornata, sorprese il mondo andando a vincere la Premier League, reduce dal quattordicesimo posto della precedente stagione, e dalla promozione dalla Championship la stagione ancora prima. Un momento storico, dove lo sport fece i conti con la realtà, quella in cui non sempre vince chi spende di più.
L’anno dopo una splendida cavalcata fino ai quarti di Champions League, fino a ridimensionare sempre più l’organico e ad una retrocessione che l’anno scorso ha definitivamente cestinato quel sogno.
Da qui il progetto di guardare il futuro senza farsi prendere dalla frenesia ma con una strategia ben mirata, facendo leva su ottimi calciatori capitanati dal sempre presente Vardy, unico superstite di quella storica cavalcata ed egli stesso protagonista di una storia personale fuori dal normale, da calciatore dilettante a trascinatore fino a disputare con la nazionale inglese la semifinale del Mondiale 2018 poi persa contro la Croazia dopo i tempi supplementari.
Ma oggi il Leicester può contare soprattutto su un mister, Enzo Maresca, che dopo aver fatto l’apprendistato, è pronto anche lui al grande salto. Si potrebbe dire che stiamo pur sempre parlando di una Serie B inglese, ma guardando i numeri il tema è di ben altro livello.
La classifica parla infatti di un primo posto con grande distacco sulle rivali, con una differenza reti spaventosa a sottolineare un discorso ben più importante rispetto al contesto.
Per Maresca evidentemente l’aria di trasferta fa bene, perché già da calciatore aveva espresso il meglio a Siviglia, vincendo due Coppe Uefa, una Supercoppa Europea, una Coppa ed una Supercoppa di Spagna. Tanti club fino al Verona, con cui nella stagione 2016-17 decise di dire basta.
Poi sempre in campo, come vice all’Ascoli, collaboratore tecnico al Siviglia e vice al West-Ham, all’under 23 del Manchester City fino al 2021, anno della prima esperienza d’allenatore al Parma, purtroppo non andata bene.
C’è però chi ha creduto in lui, e non uno qualunque: Pep Guardiola che l’anno scorso lo ha voluto all’interno del suo staff al Manchester City vincendo con lui il triplete: Premier League, Fa Cup e Champions League.
Da lì tutti i puzzle sono stati completi per assumere nuove e maggiori responsabilità con un bagaglio di esperienza migliore, sottoscrivendo un contratto triennale con il Leister, sì appena retrocesso ma, come detto, con grandi ambizioni di ricostruzione.

“È uno ossessionato dal calcio, ha insistito affinché la sua squadra rimanesse a dormire nel centro sportivo del Leicester per l’intera prima settimana di pre-campionato per costruire una cultura e diffondere le sue idee. La sua idea di gioco, una sorta di illuminazione secondo Maresca stesso, è un mix tra gli insegnamenti di Guardiola e il lavoro di De Zerbi. Un gioco altamente rischioso e dispendioso ma dalle alte prospettive di successo. E infatti il Leicester è primo con 9 vittorie su 10 partite giocate. Di solito opera con un modulo 4-3-3, Maresca vuole che la sua squadra costruisca dalle retrovie lentamente e con pazienza, per poi reagire spietatamente e rapidamente nell’ultimo terzo quando gli spazi vengono sfruttati.
Così ha scritto il Telegraph lo scorso autunno,
teoria e pratica in un colpo solo.
Sono tuttavia tanti gli allenatori italiani all’estero cresciuti esponenzialmente nell’ultimo periodo, magari laddove con meno pressioni mediatiche ed un giusto clima di lavoro hanno trovato la perfetta dimensione ed una stile di vita consono a fare bene.
Per esempio Vincenzo Montella, dopo alcune esperienze negative in Italia è ripartito in Turchia, all’Adana Demirsport, adesso faro della nazionale turca che punta a fare bene nel prossimo europeo.
Incredibile la carriera di Francesco Farioli, classe ’89, che dopo una serie di collaborazione tecniche, colse l’occasione di fare carriera sempre in Turchia, e adesso è allenatore del Nizza nel massimo campionato francese, da cui è ripartito anche Gattuso, dall’Olympique Marsiglia.
È durata meno del previsto l’esperienza al Lione di Fabio Grosso, esonerato dopo sette partite e dopo aver subito una grave aggressione mentre si trovava sul pullman della squadra.
Va fortissimo Roberto De Zerbi, che dopo essersi fatto le ossa in Italia, ricordiamo la stagione d’esordio 2013-14 in Serie D con Darfo Boario (retrocesso), poi la C a Foggia ed il salto in A con Palermo, Benevento e Sassuolo, l’esperienza conclusa anzitempo in Ucraina per la guerra con lo Shakhtar Donetsk, adesso al Brighton sta ottenendo risultati storici per il club inglese, cancellando il mito di Potter che nel frattempo si era trasferito al Chelsea, conducendo i “gabbiani” ad una storica qualificazione europea, e risultati che sembrano non fermarsi nonostante la fruttuosissima cessione di Caicedo (sempre al Chelsea).Per De Zerbi la panchina in un top-club europeo, è questione di tempo.
Sempre all’estero come non citare Marco Rosi, autore delle imprese dell’Ungheria, Calzona vice di Sarri ai tempi del Napoli da un anno e mezzo c.t. della Slovacchia.
Curiosa la situazione di Paolo Negro, che lo scorso fine settembre firmò con l’Uganda salvo essere sostituito un mese dopo, e di Francesco Moriero allenatore delle Maldive dopo una discreta carriera in Italia tra C e B.

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Andrea La Rosa

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