Un muro di nome Rask

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Tukka Rask, classe 1987, portiere finlandese dei Boston Bruins. Segnatevi questo nome perché il ragazzo promette davvero bene; a 26 anni (che per un portiere NHL non sono tanti) è stato capace di alzare un muro invalicabile contro cui hanno sbattuto duramente i Pittsburgh Penguins, battuti addirittura 3-0 davanti ai propri tifosi nella gara 1 di semifinale disputata nella notte italiana di domenica.

La partita è stata meravigliosa nei primi due periodi. Il ritmo è stato da subito altissimo e i Penguins sono andati vicini a sbloccare la gara al primo power play (superiorità numerica), ma dopo soli 8 minuti e mezzo di gioco hanno dovuto subire il vantaggio di Boston, arrivato su rimpallo fortunoso di Krejci. Da quel momento, com’era facile prevedere, la partita si è accesa ancora di più, con la rabbia (e il talento) degli attaccanti di casa a scontrarsi furiosamente con la difesa tenace e i fulminei contropiede dei Bruins, imperniati sul loro portiere e sulla prova monumentale di capitan Chara.

Pittsburgh, bisogna dirlo, è stata anche sfortunata, con un disco di Malkin che ha ballato sulla riga alla fine del primo periodo e due pali clamorosi nel secondo, entrambi in power play, nel momento in cui Boston, davvero alle corde, era divenuta più fallosa per arginare la pressione degli avversari. Con il passare dei minuti, però, nei Penguins è calata l’intensità ed è salito il nervosismo, provocato ad arte dai Bruins. Nella rissa scoppiata al centro del ghiaccio al termine del secondo tempo, infatti, i giocatori di casa hanno speso le loro ultime energie nervose, già logorate dal lungo e inconcludente assedio. Nel terzo, dopo 5 minuti scarsi, è arrivato il tremendo uno-due dei Bruins (ancora Krejci e Horton) che ha mandato al tappeto i Penguins e archiviato di fatto questa prima, splendida gara.

Rask ha chiuso il suo shutout (gara senza gol subiti) con 29 parate all’attivo, alcune delle quali molto pregevoli, soprattutto in considerazione del livello degli attaccanti che aveva di fronte (Crosby, Malkin e Sutter, tanto per dirne tre…) e della rabbia con cui questi hanno giocato. Ora il finlandese dovrà confermarsi, ma intanto la dirigenza di Boston può gongolare al pensiero di essersi liberata al momento giusto del ben più anziano Tim Thomas, il precedente titolare spedito agli Islanders lo scorso febbraio.

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Gianluca Puzzo

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