MLB World Series ’21: Astros vs Braves per scacciare i fantasmi

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Al via stanotte sul diamante di Houston le World Series 2021 tra Astros e Braves. I texani devono far dimenticare lo scandalo dei segnali rubati, mentre Atlanta deve spezzare un digiuno lungo 26 anni a dispetto di una costante presenza nella postseason.

Scattano nella notte italiana, al Minute Maid Park di Houston, le World Series 2021, la finale al meglio delle 7 partite della Major League Baseball. In virtù del miglior record ottenuto in stagione regolare, gli Houston Astros godranno del vantaggio del campo, potendo giocare in casa le gare 1, 2 e le eventuali 6 e 7, mentre i 3 match centrali verranno giocati consecutivamente in Georgia.

Gli Astros sono ormai degli habituè del Fall Classic, visto che questa sarà la loro terza presenza negli ultimi cinque anni, dal titolo del 2017 vinto in gara 7 sui Dodgers (ma adombrato dallo scandalo dei segnali rubati) alla sconfitta, sempre in 7 gare, subita dai Nationals nel 2019. Arrivano dopo aver eliminato gli Chicago White Sox e i Boston Red Sox, questi ultimi considerati fin dall’inizio della stagione come i loro principali rivali nell’American League.

Discorso diverso per gli Atlanta Braves, non annoverati ad aprile tra le favorite della National League e sull’orlo di una stagione fallimentare fino ad agosto, con un record vittorie ancora inferiore al 50%. Da lì in poi però c’è stato un cambio di marcia impressionante, che li ha portati dapprima a vincere 40 delle ultime 61 partite e poi ad eliminare i Milwaukee Brewers e, soprattutto, i campioni uscenti dei Los Angeles Dodgers, lanciatissimi verso il bis. I Braves vantano 9 presenze alle World Series, ma l’ultima risale al 1999, mentre l’ultimo titolo addirittura al 1995, all’epoca d’oro di Glavine, Smoltz e Glavine allenati da Bobby Cox, che raggiunse quattro finali ma un solo titolo.

Tra i temi tattici di questa finale, quello che potrebbe maggiormente incidere è certamente il confronto tra le due rotazioni di lanciatori partenti. Houston ha perso strada facendo i suoi due assi, Verlander e Greinke, più l’affidabile

McCullers, e si ritrova ora con la famosa “coperta corta”, avendo Framber Valdez come prima scelta (che infatti lancerà stanotte), il buon Urquidy, il decaduto Odorizzi e il rookie Luis Garcia, talentuoso ma che ha mostrato di temere le mazze mancine, cosa di cui il lineup dei Braves è abbondantemente dotato (Rosario, Freeman, Pederson e Albies switch hitter).
Tutto il contrario la situazione di Atlanta, che ha in Charlie Morton (che partirà stanotte), Max Fried e Ian Anderson tre partenti forti, rodati e teoricamente molto più affidabili della loro controparte.
Il bullpen, però, è tutto dalla parte degli Astros, con Javier e il closer Pressly che garantiscono una tenuta che i ricambi di Atlanta sembrano non avere in egual misura.

Sugli attacchi non c’è discussione: buono, soprattutto nei primi 5 slot, quello dei Braves, ma eccezionale quello degli Astros, con i soliti, intramontabili Altuve, Correa (prossimo all’addio da free agent), Gurriel, Bregman e quell’Alvarez nominato mvp della serie contro i Red Sox. Se il mound di Atlanta riuscisse nella (difficilissima) impresa di bloccare quei cinque, farebbe un passo e mezzo verso il titolo.

Infine, i manager. Dusty Baker, a 72 anni e oltre duemila partite vinte in carriera, è l’allenatore più vincente a non essere mai arrivato al titolo; i suoi Astros potrebbero fargli un meraviglioso regalo di pensionamento. Brian Snitker, 66 anni, è invece arrivato alla guida dei Braves un po’ a fari spenti nel 2016, dopo una lunghissima carriera nell’organizzazione della franchigia. Non può vantare l’esperienza del rivale (come chiunque altro, del resto!) e parte lievemente sfavorito, ma ha certamente qualche buona carta da giocare.

L’immancabile pronostico? Dico Houston in 6 partite.

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Gianluca Puzzo

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