Road to Rio 4: Stoccolma 1912 – Los Angeles 1932

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Ugo-FrigerioV Olimpiade, Stoccolma (SWE), 5 maggio – 22 luglio 1912
Atleti: 2.379 (53 donne), 62 Italiani
Nazioni: 27
Gare 102
Dichiarazione d’apertura: re Gustavo V di Svezia
Medagliere: USA 63, Italia 6
Alfiere italiano: Alberto Braglia
È solo grazie al grande successo di questa edizione se i Giochi Olimpici riusciranno a sopravvivere all’imminente Prima Guerra Mondiale. Quelle di Stoccolma sono infatti le prime Olimpiadi “globali” della storia, con partecipanti provenienti da tutti e cinque i continenti. Viene inserito il nuoto femminile e De Coubertin inventa il pentathlon moderno, composto da 5 prove di discipline diverse anziché tutte di atletica. Viene inoltre introdotto per la prima volta il cronometraggio semiautomatico in sostituzione di quello manuale fin lì usato. Grandi protagonisti saranno il già citato statunitense Thorpe (pentathlon e decathlon), poi squalificato per professionismo, e il finlandese Kolehmainen, vincitore sia dei 5 mila che dei 10 mila metri piani. Per l’Italia arriva la grande conferma di Alberto Braglia nella ginnastica, con i successi sia nell’individuale che con la squadra.

VI Olimpiade (assegnata a Berlino) non disputata a causa della guerra

VII Olimpiade, Anversa (BEL), 23 aprile – 12 settembre 1920
Atleti: 2.663 (77 donne), 172 Italiani
Nazioni: 29
Gare 155
Dichiarazione d’apertura: re Alberto I del Belgio
Giuramento: Victor Boin
Medagliere: USA 95, Italia 23
Alfiere italiano: Nedo Nadi
Finito il primo conflitto mondiale, il CIO assegna la nuova Olimpiade ad Anversa, simbolo di quel Belgio uscito devastato dalla guerra. E in un solo anno Anversa organizza una manifestazione eccellente, che soffrirà però delle defezioni di molti Paesi europei, ancora alle prese con i ben più urgenti problemi della ricostruzione post bellica. Due importanti novità fanno la loro comparsa nel cerimoniale: la bandiera a cinque cerchi e la lettura del giuramento da parte di un atleta (il primo sarà lo schermidore belga Victor Boin). Per la prima volta uno dei grandi protagonisti dei Giochi è un atleta italiano, lo schermidore Nedo Nadi, capace di conquistare ben 5 ori tra individuale e squadra, nonché unico nella storia a trionfare in tutte e tre le armi nella stessa Olimpiade (fioretto, spada e sciabola). Non a caso, molti anni dopo, Nadi sarà celebrato dal CIO come il più forte schermidore di tutti i tempi. Ugo Frigerio (nella foto) è l’altra stella della spedizione italiana, vincitore a soli 19 anni di due ori nei 3 mila e nei 10 mila metri di marcia. Per la prima volta c’è anche una donna nella squadra azzurra, la tennista Rosa Gagliardi. A proposito di sport femminile, va ricordata la statunitense Ethelda Bleibtrey, vincitrice di 3 ori nel nuoto (100 e 300 stile libero e staffetta 4×100 stile libero).

VIII Olimpiade, Parigi (FRA), 4 maggio – 27 luglio 1924
Atleti: 3.072 (135 donne), 202 Italiani
Nazioni: 44
Gare 126
Dichiarazione d’apertura: sindaco di Parigi Gaston Doumergue
Giuramento: Georges André
Medagliere: USA 99, Italia 16
Alfiere italiano: Ugo Frigerio
Parigi ce la mette tutta per far dimenticare la fallimentare edizione di 24 anni prima: viene costruito per la prima volta un villaggio olimpico destinato ad ospitare gli atleti, telegrafo e telefono vengono utilizzati per aggiornare in tempo reale spettatori e giornalisti, uno speaker intrattiene il pubblico nello stadio e fa il suo esordio la radio. La stella assoluta è il leggendario Paavo Nurmi, fondista finlandese che già ad Anversa aveva vinto 3 medaglie (2 ori nei 10 mila e nella corsa campestre, e un argento nei 5 mila) ma che qui a Parigi compie qualcosa di strabiliante, aggiudicandosi ben 5 ori tra cui quelli nei 1500 e nei 5 mila metri, vinti a 40 minuti di distanza. Un altro finlandese, Ritola, conquista 5 medaglie nel fondo (3 ori e 2 argenti), mentre nel nuoto brilla lo statunitense Johnny Weissmuller, 3 ori nei 100 e 400 stile libero e nella staffetta 4×100 stile libero, poi divenuto un celebre Tarzan del grande schermo. Il cinema attingerà dai Giochi di Parigi anche un’altra vicenda, quella dei due atleti britannici Abrahams e Liddell, oro rispettivamente nei 100 e 400 metri piani, con il film “Momenti di gloria”, che nel 1982 vincerà ben 4 Oscar.

IX Olimpiade, Amsterdam (NED), 17 maggio – 12 agosto 1928
Atleti: 2.868 (272 donne), 162 Italiani
Nazioni: 46
Gare 109
Dichiarazione d’apertura: principe Hendrik d’Olanda
Giuramento: Henri Dènis
Medagliere: USA 56, Italia 19
Alfiere italiano: Carlo Galimberti
Ad Amsterdam viene riammessa la Germania dopo le vicende della Prima Guerra Mondiale, ma la vera novità è la comparsa dell’atletica leggera femminile (la prima campionessa olimpica sarà la polacca Konopacka, vincitrice nel lancio del disco). Per la prima volta emergono con prepotenza le nazioni asiatiche (specialmente il Giappone nel nuoto), mentre gli USA, pur primeggiando come di consueto nel medagliere, non ottengono risultati di particolare rilievo. Le medaglie italiane arrivano da quattro delle nostre storiche fucine di successi: scherma, ciclismo, canottaggio e boxe.

X Olimpiade, Los Angeles (USA), 30 luglio – 14 agosto 1932
Atleti: 1.329 (126 donne), 102 Italiani
Nazioni: 37
Gare 117
Dichiarazione d’apertura: vicepresidente degli Stati Uniti Charles Curtis
Giuramento: George Calnan
Medagliere: USA 103, Italia 36
Alfiere italiano: Ugo Frigerio
Malgrado il Paese stia vivendo una paurosa recessione a seguito del celebre “venerdì nero” di Wall Street di tre anni prima, Los Angeles organizza ottimamente questa Olimpiade, lanciando anche alcune novità, come la presenza del podio per le premiazioni, l’illuminazione del Memorial Coliseum per la disputa di alcune gare serali e il cronometraggio completamente elettrico ed automatico per l’atletica leggera. Purtroppo l’enorme distanza dall’Europa scoraggia alcune rappresentative, ma il livello tecnico rimane altissimo, con ben 18 record mondiali migliorati. Gli USA tornano a dominare il medagliere ma dietro di loro, per la prima e unica volta nella storia, si piazza l’Italia, grazie agli ori di Neri e Guglielmetti nella ginnastica, di Beccali nei 1.500 metri piani, di Marci e Cornaggia Medici nella scherma e di Morigi nel tiro con la pistola. Da segnalare la conferma del Giappone al vertice del nuoto mondiale: nel settore maschile i nipponici si aggiudicano tutte le gare tranne una, i 400 stile libero.

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Gianluca Puzzo

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